La Nuova Sardegna

Nuoro

Rimpasto in alto mare con l’incognita del Psd’Az

di Francesco Pirisi
Rimpasto in alto mare con l’incognita del Psd’Az

L’accordo con la Lega causa lo strappo tra l’assessore Sanna e i consiglieri Intanto Seddone declina l’invito a guidare il Bilancio post Denti

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NUORO. La presentazione della nuova giunta comunale slitta ancora. I pronostici ora la danno subito dopo l’audizione dell’amministrazione, con intellettuali e artisti al seguito, lunedì prossimo al ministero per il concorso Capitale italiana della cultura 2020, che vede Nuoro tra le dieci finaliste. Ma non si escludono ulteriori rinvii, nonostante l’operazione duri ormai da cinque mesi. Perché se sinora la forza contraria è stata la difficoltà a trovare un’intesa tra le esigenze delle forze di maggioranza, ora sulla possibilità di chiusura frappone degli ostacoli anche il tormentone della campagna elettorale per le politiche del 4 marzo. Soprattutto per via degli strascichi in municipio legati all’accordo tra Psd’Az e Lega nord, approvato dall’assessore Giuliano Sanna, ma disprezzato dai quattro esponenti del gruppo consiliare.

L’approssimarsi del tempo per l’indicazione (riservata al Comune) di un nome per il comitato d’indirizzo della Fondazione Sardegna accresce la fibrillazione tra i compagni del viaggio amministrativo iniziato due anni e mezzo fa, all’indomani del ballottaggio che ha premiato la civica di Andrea Soddu e bocciato il centrosinistra guidato dall’uscente Alessandro Bianchi. Incarico al quale nel 2014 è stato designato dall’amministrazione Bianchi il nuorese Marco Zoppi, ex capogruppo del Pd in consiglio comunale. Tra le molte incertezze della verifica l’unica cosa certa è che all’assessorato del Bilancio, lasciato libero da Raffaelina Denti, non andrà a Marcello Seddone (Ripensiamo Nuoro), già in giunta con la delega alle Attività produttive.

Il perché dalle parole dell’interessato: «Ho comunicato da tempo la decisione al sindaco, che per questo si è attivato a trovare alternative. Ho declinato l’invito per evitare conflitti d’interessi con la mia professione di contabile, affinché non ne abbia un nocumento l’ente, da una parte, e, dall’altra, l’incarico non condizioni il prosieguo della mia carriera, il lavoro al quale dovrò tornare alla fine dell’esperienza amministrativa». La motivazione più verosimile, ossia il pauroso indebitamento dell’ente, non sarebbe stata invece tra le ragioni, o almeno tra quelle fondamentali, per dire “no” a un incarico difficile, ma anche di prestigio: «Non mi sarei candidato al consiglio, né avrei fatto l’assessore, se il problema fosse stato quello di assumermi le responsabilità dell’amministrare», sottolinea Seddone. Per spiegare ancora: «La conferma sta nel fatto che sin dal mandato civico precedente, nel quale ero all’opposizione, e poi in quello attuale, sono un sostenitore dell’azione di risanamento, convinto che l’obiettivo sia raggiungibile». Il sindaco Soddu ha ripercorso il cammino di inizio mandato, per trovare un tecnico capace e disponibile, e poter contare così anche su una persona fidata. Gli interpellati sarebbero stati più di uno, ma per il momento senza esito. Tanto che alla fine la scelta potrebbe cadere su un uomo (anche un “non tecnico”) non più in quota della lista elettorale del sindaco, ma da trovare tra esponenti vicini alla Base, al Psd’Az, oppure, anche se la cosa risulta meno probabile, proposto dalla Città in Comune o dal gruppo dello stesso Marcello Seddone. Le segreterie attendono per questo una convocazione “ad horas”, con all’ordine del giorno quell’unico punto. Perché da tempo si è trovata l’intesa sulla riduzione dell’esecutivo da sette ai sei assessori. L’altro elemento non più negoziabile è la riaggregazione delle deleghe.

La Cultura, in capo al vice sindaco Sebastian Cocco, dovrebbe assorbire anche il settore dello Spettacolo e Turismo. Le politiche educative dovrebbero essere governate da Valeria Romagna, titolare dei Servizi sociali. Revisione che annullerebbe una delle vecchie deleghe. Tutto ciò sempre che nel frattempo le ultime vicende non abbiano riallontanato le parti. Fuori, ma anche dentro i partiti. Il caso più caldo è quello del Psd’Az. È stato il partito che ha sollecitato con più forza la verifica. Tanto da dare filo alle voci che ponevano tra le motivazioni la richiesta di un maggiore spazio nell’esecutivo, a vantaggio dei componenti il gruppo nell’assemblea. L’annuncio fatto della chiusura della verifica è sembrato parlare in senso contrario. Oggi, le divisioni contestuali agli accordi elettorali potrebbero far cambiare ancora una volta le posizioni.

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