parrocchia beata gabriella
La settimana di preghiera sotto il segno dell’unità
NUORO. «La Settimana di preghiera per l’Unità dei cristiani è un appuntamento annuale che non può essere dimenticato dai credenti in Gesù Cristo». Don Pietro Borrotzu, guida spirituale della...
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NUORO. «La Settimana di preghiera per l’Unità dei cristiani è un appuntamento annuale che non può essere dimenticato dai credenti in Gesù Cristo». Don Pietro Borrotzu, guida spirituale della parrocchia della beata Maria Gabriella, fa il bilancio di un appuntamento appena celebrato in città. «La diocesi di Nuoro non può dimenticare questo appuntamento perché ha dato i natali a colei che da tutti, non solo dai Cattolici romani è considerata patrona dell’unità, la Beata Maria Gabriella Sagheddu, monaca di Dorgali» sottolinea don Borrotzu. Il vescovo, monsingor Mosè Marcia ha voluto indicare questo appuntamento come uno dei momenti unitari e qualificanti del programma annuale della Chiesa cittadina. Quest’anno tutte le parrocchie della città hanno voluto fare a turno il loro pellegrinaggio alla parrocchia della beata Maria Gabriella, «individuata come centro in cui valorizzare la preghiera, ma anche l’incontro fraterno tra la comunità, che se ancora non esprime l’unità in atto, è almeno balbettio di un desiderio e di un’aspirazione verso un obiettivo da raggiungere».
Il tema di quest’anno: “Potente è la tua mano, Signore”.
La Settimana di preghiera di quest’anno ha offerto un altro spunto interessante, per via della ricorrenza dei 500 anni della Riforma di Martin Lutero. Le sue 95 tesi affisse alla cattedrale di Vittenberg nell’ottobre 1517 diedero inizio al grave scisma e la Settimana di preghiera di quest’anno offriva quindi la possibilità di una riflessione. «Nel tempo del dialogo ecumenico, possiamo commemorare l’evento – spiega il parroco –, di per sé triste e doloroso della separazione e della divisione, con un atteggiamento di maggiore serenità. Il Concilio ecumenico Vaticano II ha aiutato anche la Chiesa Cattolica a lasciarsi alle spalle l’atmosfera polemica e a fare una valutazione positiva di ciò che essa ha in comune con altre chiese cristiane e che costituisce una spinta verso l’unità». «Lo ha fatto egregiamente padre Edmund Power monaco Benedettino, abate emerito di San Paolo fuori le Mura, con una conferenza dal titolo “Cattolici e Luterani: dal conflitto alla comunione”, che ha condotto il discorso con riferimenti alla storia dei fatti, alla personalità dei protagonisti, ai 50 anni di dialogo».
Il tema di quest’anno: “Potente è la tua mano, Signore”.
La Settimana di preghiera di quest’anno ha offerto un altro spunto interessante, per via della ricorrenza dei 500 anni della Riforma di Martin Lutero. Le sue 95 tesi affisse alla cattedrale di Vittenberg nell’ottobre 1517 diedero inizio al grave scisma e la Settimana di preghiera di quest’anno offriva quindi la possibilità di una riflessione. «Nel tempo del dialogo ecumenico, possiamo commemorare l’evento – spiega il parroco –, di per sé triste e doloroso della separazione e della divisione, con un atteggiamento di maggiore serenità. Il Concilio ecumenico Vaticano II ha aiutato anche la Chiesa Cattolica a lasciarsi alle spalle l’atmosfera polemica e a fare una valutazione positiva di ciò che essa ha in comune con altre chiese cristiane e che costituisce una spinta verso l’unità». «Lo ha fatto egregiamente padre Edmund Power monaco Benedettino, abate emerito di San Paolo fuori le Mura, con una conferenza dal titolo “Cattolici e Luterani: dal conflitto alla comunione”, che ha condotto il discorso con riferimenti alla storia dei fatti, alla personalità dei protagonisti, ai 50 anni di dialogo».
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