Massacra la convivente, accusa di tentato omicidio
di Tore Cossu
Macomer, Falchi in stato di fermo. È ancora ricoverato al San Martino La donna aggredita dovrà essere sottoposta a un intervento chirurgico
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MACOMER. Tentato omicidio: è il capo di accusa che da ieri pende sul capo di Francesco Falchi, il 44enne di Macomer che venerdì pomeriggio ha pestato la convivente al termine di un litigio maturato tra le mura domestiche. Il procuratore capo del tribunale di Oristano, Ezio Domenico Basso, dopo aver raccolto tutti gli elementi sull’accaduto ha adottato il provvedimento nei confronti dell'uomo che ora si trova in stato di fermo in un lettino nella stanza dell’ospedale San Martino di Oristano (reparto di medicina).
Francesco Falchi, le cui condizioni di salute sono cagionevoli da tempo, è stato ricoverato durante la scorsa notte dopo che nella caserma dei carabinieri è stato visitato da un medico che ne ha consigliato il trasferimento nel nosocomio oristanese. L’uomo viene tenuto sotto stretta sorveglianza dai carabinieri. La convivente invece si trova nell'ospedale San Francesco di Nuoro. Le sue condizioni sono gravi ma la donna non corre pericolo di vita. Nelle prossime ore dovrà essere sottoposta a un delicato intervento chirurgico. Martina Murgese, 40enne, originaria di Milano, nella colluttazione ha riportato gravi ferite alla testa, lesioni alla base cranica e fratture facciali. Lividi ed ecchimosi sono state riscontrate anche in altre parti del corpo. Quando sono arrivati i soccorsi la donna si presentava con una maschera di sangue sul volto. A provocargli le ferite sono stati i colpi infertigli dall'uomo, con il quale conviveva da qualche anno, durante una colluttazione iniziata nella modesta abitazione del centro storico. I due avrebbero iniziato a litigare, pare per futili motivi, per poi passare dalle parole ai fatti. Resta da capire chi ha iniziato ad usare le mani. Saranno le indagini condotte dai carabinieri di Macomer, sotto la guida del capitano Giuseppe Pischedda, a fare chiarezza sull’accaduto.
I militari hanno raccolto una serie di indizi e alcune testimonianze che potrebbero rivelarsi molto utili per la soluzione del caso. La coppia viene seguita da tempo dai servizi sociali del comune. Quella di venerdì sera è stata comunque una tragedia sfiorata che poteva concludersi con un bilancio ben più grave. Un episodio che ha scosso la comunità di Macomer. Anche il sindaco Antonio Succu, che ha appreso la notizia mentre partecipava a un convegno, ha avuto parole di vicinanza nei confronti della coppia. «Mi dispiace tantissimo – ha commentato – siamo di fronte ad un gesto assurdo che non può essere giustificato nemmeno dalla situazione di disagio in cui è maturato».
Francesco Falchi, le cui condizioni di salute sono cagionevoli da tempo, è stato ricoverato durante la scorsa notte dopo che nella caserma dei carabinieri è stato visitato da un medico che ne ha consigliato il trasferimento nel nosocomio oristanese. L’uomo viene tenuto sotto stretta sorveglianza dai carabinieri. La convivente invece si trova nell'ospedale San Francesco di Nuoro. Le sue condizioni sono gravi ma la donna non corre pericolo di vita. Nelle prossime ore dovrà essere sottoposta a un delicato intervento chirurgico. Martina Murgese, 40enne, originaria di Milano, nella colluttazione ha riportato gravi ferite alla testa, lesioni alla base cranica e fratture facciali. Lividi ed ecchimosi sono state riscontrate anche in altre parti del corpo. Quando sono arrivati i soccorsi la donna si presentava con una maschera di sangue sul volto. A provocargli le ferite sono stati i colpi infertigli dall'uomo, con il quale conviveva da qualche anno, durante una colluttazione iniziata nella modesta abitazione del centro storico. I due avrebbero iniziato a litigare, pare per futili motivi, per poi passare dalle parole ai fatti. Resta da capire chi ha iniziato ad usare le mani. Saranno le indagini condotte dai carabinieri di Macomer, sotto la guida del capitano Giuseppe Pischedda, a fare chiarezza sull’accaduto.
I militari hanno raccolto una serie di indizi e alcune testimonianze che potrebbero rivelarsi molto utili per la soluzione del caso. La coppia viene seguita da tempo dai servizi sociali del comune. Quella di venerdì sera è stata comunque una tragedia sfiorata che poteva concludersi con un bilancio ben più grave. Un episodio che ha scosso la comunità di Macomer. Anche il sindaco Antonio Succu, che ha appreso la notizia mentre partecipava a un convegno, ha avuto parole di vicinanza nei confronti della coppia. «Mi dispiace tantissimo – ha commentato – siamo di fronte ad un gesto assurdo che non può essere giustificato nemmeno dalla situazione di disagio in cui è maturato».
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