«Oggi a Roma per puntare al titolo di Nuoro capitale»
di Valeria Gianoglio
Politici, imprenditori, artisti: un coro unanime di tifosi per sostenere la città Il sindaco: «Al ministero stasera racconteremo le nostre idee e la nostra identità»
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NUORO. La grande scommessa, quella che vale un milione di euro di finanziamenti, annessi esclusi, si gioca questa sera a Roma, alle 17, nella sala Spadolini di via Collegio romano. Trenta minuti di tempo a disposizione per esporre l’intero progetto e darne, soprattutto, una visione complessiva, altri 45 per rispondere alle domande dei componenti della commissione. Un’ora e mezza, insomma, per convincere la giuria del Mibact che Nuoro, il titolo di “Capitale italiana per la cultura 2020” lo merita, e lo merita davvero.
Dopo mesi di preparativi, settimane intere di studio, caccia ai fondi, stesura dei progetti, si gioca oggi, dunque, la grande scommessa. Intorno alle 17, la delegazione messa su dal Comune di Nuoro farà il suo ingresso nella sala Spadolini, dopo i colleghi di Macerata, per l’audizione ufficiale davanti alla commissione che il prossimo 16 febbraio renderà nota la sua scelta. E in quell’ora e un quarto circa, la delegazione della quale fanno parte anche il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, e lo scrittore nuorese Marcello Fois, e che vede tra i suoi protagonisti anche il musicista Gavino Murgia, dovrà giocare le sue carte migliori. Già da ieri, in città, tra Comune, bar, piazze e luoghi di ritrovo, si respirava forte l’aria tipica della vigilia dei grandi eventi. E per una volta, esponenti politici, delle associazioni, del mondo del lavoro, e semplici cittadini, erano tutti concordi nel sostenere con forza e passione, la candidatura di Nuoro.
«Partiamo portando con noi tutta la città e tutta la Sardegna – dice, il sindaco Andrea Soddu, al quale toccherà parlare per primo, stasera, davanti alla commissione, – Sentiamo una grande responsabilità, ma siamo convinti che il processo di candidatura che abbiamo fatto sino ad oggi serve per credere in noi stessi e nel nostro futuro. Oggi ci possiamo credere tutti quanti insieme perché il riconoscimento è già avvenuto. Nel passato da Nuoro si andava e si tornava attraverso le antiche vie commerciali che hanno fatto grande il Mediterraneo. Oggi quelle strade sono state dimenticate, noi vogliamo ripercorrerle riscoprendole come vie di pace, reti di connessioni, flussi di passaggio continuo tra generazioni, idee, identità, suoni e linguaggi. Ed è questo che racconteremo alla commissione del MiBact».
«Porteremo a Roma il nostro impegno di questi mesi e tutto il sostegno, la passione, la carica di affetto, a volte inaspettato, che abbiamo ricevuto questo periodo – dice il vicesindaco e assessore alla Cultura, Sebastian Cocco, che ha creduto e puntato tanto, sin dall’inizio, nel progetto – possiamo solo sperare per il meglio, ma in ogni caso, quello che ci ha fatto più piacere è il fatto che abbiamo ricevuto chiamate da tutta Italia, incoraggiamenti, proposte di eventi. E sì, alla fine, ci stanno anche le critiche e il tipicamente nuorese “mancarigai”, che dice tanto di noi nuoresi, perennemente insoddisfatti, ma è un modo di dire al quale io sono tanto affezionato, perché per noi è anche un pungolo a fare sempre meglio». E che ci sia tanta energia e passione, in questo progetto per Nuoro capitale della cultura, lo sente tutto anche il presidente della Camera di commercio nuorese, Agostino Cicalò. «Mi è piaciuto tanto – dice – toccare con mano, in queste settimane, la grande ondata di passione ed entusiasmo per il progetto Nuoro capitale della cultura, che sta accomunando tutti. Per una volta non ci stiamo tirando le martellate addosso, ma stiamo lavorando insieme e sostenendo con entusiasmo questo percorso. Abbiamo davvero una voglia incredibile di vincere e di riscatto. Sento, mai come adesso, un grande spirito di sana tifoseria». «L’Atene sarda esiste davvero – dice, dal canto suo, l’attrice e regista di Bocheteatro, Monica Corimbi – e non è solo qualcosa del passato ma è anche un dato del presente. Lo vedo tutti i giorni, quanta cultura, associazioni e idee produce Nuoro. L’Atene sarda non è mai morta e questo progetto di Nuoro capitale della cultura le ha dato nuova energia».
Dopo mesi di preparativi, settimane intere di studio, caccia ai fondi, stesura dei progetti, si gioca oggi, dunque, la grande scommessa. Intorno alle 17, la delegazione messa su dal Comune di Nuoro farà il suo ingresso nella sala Spadolini, dopo i colleghi di Macerata, per l’audizione ufficiale davanti alla commissione che il prossimo 16 febbraio renderà nota la sua scelta. E in quell’ora e un quarto circa, la delegazione della quale fanno parte anche il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, e lo scrittore nuorese Marcello Fois, e che vede tra i suoi protagonisti anche il musicista Gavino Murgia, dovrà giocare le sue carte migliori. Già da ieri, in città, tra Comune, bar, piazze e luoghi di ritrovo, si respirava forte l’aria tipica della vigilia dei grandi eventi. E per una volta, esponenti politici, delle associazioni, del mondo del lavoro, e semplici cittadini, erano tutti concordi nel sostenere con forza e passione, la candidatura di Nuoro.
«Partiamo portando con noi tutta la città e tutta la Sardegna – dice, il sindaco Andrea Soddu, al quale toccherà parlare per primo, stasera, davanti alla commissione, – Sentiamo una grande responsabilità, ma siamo convinti che il processo di candidatura che abbiamo fatto sino ad oggi serve per credere in noi stessi e nel nostro futuro. Oggi ci possiamo credere tutti quanti insieme perché il riconoscimento è già avvenuto. Nel passato da Nuoro si andava e si tornava attraverso le antiche vie commerciali che hanno fatto grande il Mediterraneo. Oggi quelle strade sono state dimenticate, noi vogliamo ripercorrerle riscoprendole come vie di pace, reti di connessioni, flussi di passaggio continuo tra generazioni, idee, identità, suoni e linguaggi. Ed è questo che racconteremo alla commissione del MiBact».
«Porteremo a Roma il nostro impegno di questi mesi e tutto il sostegno, la passione, la carica di affetto, a volte inaspettato, che abbiamo ricevuto questo periodo – dice il vicesindaco e assessore alla Cultura, Sebastian Cocco, che ha creduto e puntato tanto, sin dall’inizio, nel progetto – possiamo solo sperare per il meglio, ma in ogni caso, quello che ci ha fatto più piacere è il fatto che abbiamo ricevuto chiamate da tutta Italia, incoraggiamenti, proposte di eventi. E sì, alla fine, ci stanno anche le critiche e il tipicamente nuorese “mancarigai”, che dice tanto di noi nuoresi, perennemente insoddisfatti, ma è un modo di dire al quale io sono tanto affezionato, perché per noi è anche un pungolo a fare sempre meglio». E che ci sia tanta energia e passione, in questo progetto per Nuoro capitale della cultura, lo sente tutto anche il presidente della Camera di commercio nuorese, Agostino Cicalò. «Mi è piaciuto tanto – dice – toccare con mano, in queste settimane, la grande ondata di passione ed entusiasmo per il progetto Nuoro capitale della cultura, che sta accomunando tutti. Per una volta non ci stiamo tirando le martellate addosso, ma stiamo lavorando insieme e sostenendo con entusiasmo questo percorso. Abbiamo davvero una voglia incredibile di vincere e di riscatto. Sento, mai come adesso, un grande spirito di sana tifoseria». «L’Atene sarda esiste davvero – dice, dal canto suo, l’attrice e regista di Bocheteatro, Monica Corimbi – e non è solo qualcosa del passato ma è anche un dato del presente. Lo vedo tutti i giorni, quanta cultura, associazioni e idee produce Nuoro. L’Atene sarda non è mai morta e questo progetto di Nuoro capitale della cultura le ha dato nuova energia».
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