«Aiutatemi, ora vivo nel terrore»
di Tore Cossu
Dal letto d’ospedale parla la donna di Macomer massacrata di botte dal compagno quattro giorni fa
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MACOMER. Quattro giorni fa è stata pestata a sangue dal compagno di 44 anni, nella loro casa di Macomer: oggi Martina Murgile, 40 anni originaria della Lombardia, ha deciso di lanciare un appello dal suo letto d’ospedale di Nuoro, nel reparto di Neurochirurgia dove è ricoverata in gravi condizioni, in attesa di subire vari interventi chirurgici. «Aiutatemi a ricostruire la mia vita – ha detto all’Ansa con un filo di voce – voglio scappare da Macomer per tornare nella mia terra, ma sono invalida, non ho una casa, non ho parenti, non ho soldi». Accanto a lei ci sono le donne di una associazione di Macomer e il Centro anti-violenza di Onda Rosa di Nuoro. «Non so se il mio compagno sia stato arrestato – ha detto la donna – sono terrorizzata e temo che possa di nuovo avvicinarsi a me».
Il compagno Francesco Farci, disoccupato di 44 anni, si trova in stato di fermo, in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto da parte del giudice, nell’ospedale di Oristano. Tentato omicidio è il capo di accusa che pende su di lui. Venerdì pomeriggio ha pestato la convivente al termine di un litigio maturato tra le mura domestiche. Il procuratore capo del tribunale di Oristano, Ezio Domenico Basso, dopo aver raccolto tutti gli elementi sull’accaduto ha adottato il provvedimento nei confronti dell’uomo che ora si trova in stato di fermo in un lettino nella stanza dell’ospedale San Martino di Oristano (reparto di medicina). Francesco Falchi, le cui condizioni di salute sono cagionevoli da tempo, era stato ricoverato durante la scorsa notte dopo che nella caserma dei carabinieri è stato visitato da un medico che ne ha consigliato il trasferimento nel nosocomio oristanese. L’uomo viene tenuto sotto stretta sorveglianza dai carabinieri. La convivente invece si trova nell’ospedale San Francesco di Nuoro. Martina Murgese, 40enne, originaria di Milano, nella colluttazione ha riportato gravi ferite alla testa, lesioni alla base cranica e fratture facciali. Lividi ed ecchimosi sono state riscontrate anche in altre parti del corpo. Quando sono arrivati i soccorsi la donna si presentava con una maschera di sangue sul volto.
A provocare le ferite sono stati i colpi infertigli dall’uomo, con il quale conviveva da qualche anno, durante una colluttazione iniziata nella modesta abitazione del centro storico. I due avrebbero iniziato a litigare, pare per futili motivi, per poi passare dalle parole ai fatti. Resta da capire chi ha iniziato ad usare le mani. Saranno le indagini condotte dai carabinieri di Macomer, sotto la guida del capitano Giuseppe Pischedda, a fare chiarezza sull’accaduto. I militari hanno raccolto una serie di indizi e alcune testimonianze che potrebbero rivelarsi molto utili per la soluzione del caso. La coppia viene seguita da tempo dai servizi sociali del comune. Quella di venerdì sera a Macomer è stata comunque una tragedia sfiorata che poteva concludersi con un bilancio ben più grave.
Il compagno Francesco Farci, disoccupato di 44 anni, si trova in stato di fermo, in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto da parte del giudice, nell’ospedale di Oristano. Tentato omicidio è il capo di accusa che pende su di lui. Venerdì pomeriggio ha pestato la convivente al termine di un litigio maturato tra le mura domestiche. Il procuratore capo del tribunale di Oristano, Ezio Domenico Basso, dopo aver raccolto tutti gli elementi sull’accaduto ha adottato il provvedimento nei confronti dell’uomo che ora si trova in stato di fermo in un lettino nella stanza dell’ospedale San Martino di Oristano (reparto di medicina). Francesco Falchi, le cui condizioni di salute sono cagionevoli da tempo, era stato ricoverato durante la scorsa notte dopo che nella caserma dei carabinieri è stato visitato da un medico che ne ha consigliato il trasferimento nel nosocomio oristanese. L’uomo viene tenuto sotto stretta sorveglianza dai carabinieri. La convivente invece si trova nell’ospedale San Francesco di Nuoro. Martina Murgese, 40enne, originaria di Milano, nella colluttazione ha riportato gravi ferite alla testa, lesioni alla base cranica e fratture facciali. Lividi ed ecchimosi sono state riscontrate anche in altre parti del corpo. Quando sono arrivati i soccorsi la donna si presentava con una maschera di sangue sul volto.
A provocare le ferite sono stati i colpi infertigli dall’uomo, con il quale conviveva da qualche anno, durante una colluttazione iniziata nella modesta abitazione del centro storico. I due avrebbero iniziato a litigare, pare per futili motivi, per poi passare dalle parole ai fatti. Resta da capire chi ha iniziato ad usare le mani. Saranno le indagini condotte dai carabinieri di Macomer, sotto la guida del capitano Giuseppe Pischedda, a fare chiarezza sull’accaduto. I militari hanno raccolto una serie di indizi e alcune testimonianze che potrebbero rivelarsi molto utili per la soluzione del caso. La coppia viene seguita da tempo dai servizi sociali del comune. Quella di venerdì sera a Macomer è stata comunque una tragedia sfiorata che poteva concludersi con un bilancio ben più grave.
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