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Nuoro

ORANI 

Incidente mortale sulla statale 389 due testi in aula

NUORO. L’ultimo teste dell’accusa – un agente della polizia stradale che era intervenuto sul luogo dell’incidente, in aula ha ricordato di aver sentito, in quei momenti concitati, il padre che diceva...

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NUORO. L’ultimo teste dell’accusa – un agente della polizia stradale che era intervenuto sul luogo dell’incidente, in aula ha ricordato di aver sentito, in quei momenti concitati, il padre che diceva al figlio, coinvolto nello scontro, «è tutto a posto, ho detto che stavo guidando». Mentre il primo teste della difesa, un collega di lavoro dell’imputato, nella Residenza per anziani di Nuoro, in via Aosta, davanti al giudice monocratico Teresa Castagna, rispondendo alle domande del difensore, Francesco Carboni, spiega che sì, «Poteva capitare, in quel periodo, che facessimo turni di notti e che saltassimo anche i turni di riposo». È entrato nel vivo, con nuove deposizioni da parte dei testi, dunque, il processo che vede un oranese, Antonio Pireddu, a giudizio con l’accusa di omicidio colposo, per aver provocato la morte di una bimba il 6 luglio 2014, mentre percorreva la Nuoro-Lanusei, a bordo della sua Alfa 149. La sua auto aveva invaso la corsia dove sopraggiungeva l’auto con i genitori della piccola Sofia e la bimba. Pireddu ha sempre detto di aver avuto un colpo di sonno. Il processo riprenderà il 15 maggio. (v.g.)

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