tribunale
Non truffò on line un pensionato, assolto un piemontese
NUORO. La truffa, commessa ai danni di un pensionato nuorese caduto nella classica rete della mail “hai vinto un mucchio di soldi, collegati a questo link per riceverli e inserisci i tuoi dati della...
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NUORO. La truffa, commessa ai danni di un pensionato nuorese caduto nella classica rete della mail “hai vinto un mucchio di soldi, collegati a questo link per riceverli e inserisci i tuoi dati della carta di credito”, risale a ben sette anni fa. E ieri, dopo un mucchio di udienze, altrettanti rinvii e persino il cambio di un giudice, la vicenda giudiziaria nata da quella truffa è entrata nel vivo con un piccolo colpo di scena.
La stessa pubblica accusa, infatti, ha chiesto l’assoluzione dell’imputato, il piemontese Vincenzo Parisi, residente a Racconigi, e ha spiegato, in sostanza, che non c’erano elementi sufficienti per provare in alcun modo la piena colpevolezza dell’imputato.
E del resto, è stata davvero una vicenda tormentata, questa del processo che vedeva il piemontese a giudizio con l’accusa di truffa on line. A cominciare dal fatto che tutte le truffe informatiche, per una precisa disposizione, in Sardegna sono di competenza della Procura di Cagliari e per questo motivo, ogni volta che finiscono, per una questione territoriale, in un altro tribunale, il pm di quest’ultimo tribunale deve essere chiamato a giurare prima di prendere il posto del collega di Cagliari. Parisi è stato assolto, anche su richiesta dello pm Andrea Ghironi, oltre che della parte civile, rappresentata dall’avvocato Simonetta Pinna, perché sono state giudicate inattendibili le dichiarazioni del suo accusatore: si tratta di un altro piemontese che risultava l’intestatario di una delle carte Postamat dove era finita una parte dei 1250 euro sottratti dal conto del nuorese truffato. Ma lui, l’intestatario, aveva detto alla polizia postale, che la carta l’aveva prestata per un periodo a Parisi: e Parisi per questa ragione era finito a processo. (v.g.)
La stessa pubblica accusa, infatti, ha chiesto l’assoluzione dell’imputato, il piemontese Vincenzo Parisi, residente a Racconigi, e ha spiegato, in sostanza, che non c’erano elementi sufficienti per provare in alcun modo la piena colpevolezza dell’imputato.
E del resto, è stata davvero una vicenda tormentata, questa del processo che vedeva il piemontese a giudizio con l’accusa di truffa on line. A cominciare dal fatto che tutte le truffe informatiche, per una precisa disposizione, in Sardegna sono di competenza della Procura di Cagliari e per questo motivo, ogni volta che finiscono, per una questione territoriale, in un altro tribunale, il pm di quest’ultimo tribunale deve essere chiamato a giurare prima di prendere il posto del collega di Cagliari. Parisi è stato assolto, anche su richiesta dello pm Andrea Ghironi, oltre che della parte civile, rappresentata dall’avvocato Simonetta Pinna, perché sono state giudicate inattendibili le dichiarazioni del suo accusatore: si tratta di un altro piemontese che risultava l’intestatario di una delle carte Postamat dove era finita una parte dei 1250 euro sottratti dal conto del nuorese truffato. Ma lui, l’intestatario, aveva detto alla polizia postale, che la carta l’aveva prestata per un periodo a Parisi: e Parisi per questa ragione era finito a processo. (v.g.)
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