Ottana, la vertenza dei tessili approda in consiglio regionale
di Federico Sedda
Centotrenta ex operai della Legler e della Cartonsarda sono stati esclusi dalla mobilità in deroga Approvato l’ordine del giorno che sollecita la giunta a premere per l’ok agli ammortizzatori sociali
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OTTANA. La vertenza dei 130 ex operai tessili della Legler e della Cartonsarda di Ottana, esclusi dalla mobilità in deroga perché, a causa dei tempi ristretti, non fecero in tempo a presentare la domanda tramite il sistema informatico e in attesa da oltre un anno di una soluzione da parte della Regione, approda sui banchi del consiglio regionale. Nei giorni scorsi, infatti, è stato approvato un ordine del giorno bipartisan (primi firmatari i capigruppo di Forza Italia, Pietro Pittalis, e di Mdp, Daniele Cocco) nel quale si sollecita la giunta regionale a trovare una soluzione immediata per risolvere la vertenza e consentire finalmente a questi lavoratori di ricevere gli ammortizzatori sociali per gli anni 2016 e 2017. In particolare, nell'ordine del giorno, i capigruppo chiedono alla giunta di sbloccare la situazione che vede da una parte lo stanziamento nella legge finanziaria approvata a gennaio 2018 dei fondi necessari (due milioni e 350mila euro) per pagare la mobilità in deroga per questi lavoratori, e dall'altra l’impossibilità di poterli erogare per intoppi di ordine burocratico da parte dell'assessorato al Lavoro. «Il consiglio regionale – si legge nel documento firmato anche da Pietro Cocco, Pier Franco Zanchetta, Anna Maria Busia, Alessandra Zedda, Luigi Crisponi, Gaetano Ledda, Giovanni Satta, Angelo Carta, Gian Luigi Rubiu, Paolo Truzzu, Antonio Gaia, Daniela Forma ed Emilio Usula – impegna la giunta regionale a intervenire con determinazione per risolvere ogni forma di impedimento burocratico e giuridico che osta alla liquidazione dei fondi stanziati a favore dei 130 lavoratori tessili di Ottana, ex dipendenti delle aziende Legler e Cartonsarda, che sono stati esclusi dalla mobilità in deroga per gli anni 2016 e 2017». Il documento approvato dal consiglio regionale impegna, inoltre, la giunta presieduta da Francesco Pigliaru «a coinvolgere, eventualmente con urgenza, il consiglio regionale per individuare soluzioni alternative che non penalizzino ulteriormente gli ex dipendenti di Ottana esclusi dalla mobilità in deroga e concessa, invece, agli altri loro colleghi». Ai lavoratori che tra il 4 e il 12 dicembre del 2016 fecero in tempo a presentare la domanda tramite il sistema informatico regionale (Sil), la mobilità in deroga è stata concessa. Una situazione assurda che non è stata ancora risolta e che ora, con l'impossibilità di erogare i fondi stanziati a causa di “un impedimento burocratico”, diventa persino paradossale. Per trovare una soluzione si attende l'intervento del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che, però, tarda ad arrivare. Una via d'uscita l'hanno proposta i sindacalisti Jose Mattana (Cgil) e Katy Contini (Cisl). «La mobilità – hanno detto – può essere pagata trasferendo i soldi all’Inps che, a sua volta, li eroga ai lavoratori». Se non si trova una soluzione la vertenza rischia di diventare un dramma sociale.
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