SINISCOLA
«Ferita da un solaio, nessuno mi ha aiutato»
L’odissea di Vincenza Faboni: «Ho subito danni irreversibili ma sono stata abbandonata»
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SINISCOLA. Era rimasta ferita in seguito al crollo del soffitto della propria camera da letto nel mese di gennaio dello scorso anno in via Iglesias a Siniscola. La caduta di calcinacci e cemento aveva provocato gravi traumi alla donna che da allora, attende che la burocrazia faccia il suo corso. «Il 29 gennaio intorno alle 7.30 mentre mi trovavo a letto – dice Vincenza Faboni – si è verificato il cedimento delle strutture portanti del solaio dovuto probabilmente a lavori di ristrutturazione edilizia in corso al piano superiore dove era stato utilizzato anche un martello pneumatico. Pezzi del solaio, intonaco e armatura in ferro mi sono caduti addosso e solo per un miracolo i ferri non mi hanno trapassato la testa».
«Nell’incidente – prosegue – Ho riportato lesioni multiple, trauma cranico e da schiacciamento e dopo mesi di malattia e danno biologico permanente convivo con stati d’ansia , difficoltà ad addormentarmi e agitazione. Le mie funzioni esistenziali sono state compromesse, devo essere accompagnata nelle uscite e non posso svolgere attività lavorativa. A distanza di un anno dall’episodio – dice ancora – Né l’amministrazione comunale da me informata, né gli uffici tecnici ne tantomeno coloro che possono ritenersi responsabili dell’accaduto hanno fornito alla sottoscritta alcun sostegno morale o economico».
«Malgrado l’intervento di un legale – prosegue – le controparti non hanno fornito gli estremi delle rispettive assicurazioni e tutti si sono sottratti alle loro responsabilità. Mi sarei aspettata una condotta civica più adeguata verso una persona che ha subito un danno irreversibile senza alcuna colpa se non quella, di abitare in una casa fatiscente non certo per scelta, ma per contingenze familiari. Pongo fiducia nell’inchiesta aperta dalla Procura e desidero che la vicenda non cada nel dimenticatoio».
Subito soccorso dal personale del 118, la donna era stata ricoverata al San Francesco di Nuoro con varie lesioni. Sul posto, oltre ai carabinieri e polizia municipale, era intervenuta anche una squadra dei vigili del fuoco che aveva effettuato i rilievi tecnici per stabilire le cause del crollo. (s.s.)
«Nell’incidente – prosegue – Ho riportato lesioni multiple, trauma cranico e da schiacciamento e dopo mesi di malattia e danno biologico permanente convivo con stati d’ansia , difficoltà ad addormentarmi e agitazione. Le mie funzioni esistenziali sono state compromesse, devo essere accompagnata nelle uscite e non posso svolgere attività lavorativa. A distanza di un anno dall’episodio – dice ancora – Né l’amministrazione comunale da me informata, né gli uffici tecnici ne tantomeno coloro che possono ritenersi responsabili dell’accaduto hanno fornito alla sottoscritta alcun sostegno morale o economico».
«Malgrado l’intervento di un legale – prosegue – le controparti non hanno fornito gli estremi delle rispettive assicurazioni e tutti si sono sottratti alle loro responsabilità. Mi sarei aspettata una condotta civica più adeguata verso una persona che ha subito un danno irreversibile senza alcuna colpa se non quella, di abitare in una casa fatiscente non certo per scelta, ma per contingenze familiari. Pongo fiducia nell’inchiesta aperta dalla Procura e desidero che la vicenda non cada nel dimenticatoio».
Subito soccorso dal personale del 118, la donna era stata ricoverata al San Francesco di Nuoro con varie lesioni. Sul posto, oltre ai carabinieri e polizia municipale, era intervenuta anche una squadra dei vigili del fuoco che aveva effettuato i rilievi tecnici per stabilire le cause del crollo. (s.s.)
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