La Nuova Sardegna

Nuoro

Il testimone conferma: «Stefano Masala vivo l’8 maggio»

di Giusy Ferreli
Il testimone conferma: «Stefano Masala vivo l’8 maggio»

L’uomo ha detto di aver visto il giovane scomparso alla periferia di Pattada. Il racconto dell’incontro: «Era a bordo di un’utilitaria grigia, sembrava agitato»

3 MINUTI DI LETTURA





NUORO. La difesa di Alberto Cubeddu, il giovane di Ozieri accusato del duplice omicidio di Gianluca Monni e Stefano Masala, ha giocato una delle carte più importanti del processo che si sta celebrando in Corte d’assise a Nuoro. Lunedì pomeriggio un testimone di Pattada, Gerolamo Becciu, ha riferito in aula di aver visto Stefano Masala la sera dell’8 maggio alla periferia del paese. Becciu ha affermato di aver riconosciuto il giovane, al volante di un utilitaria grigio scuro il giorno dopo la sua scomparsa, avvenuta il 7 maggio del 2105, alla vigilia dell’agguato che costò la vita allo studente di Orune.

«Erano le 21,30 dell’8 maggio e stavo rincasando a Pattada. Una macchina mi ha seguito. Mi sono fermato e dalla macchina col finestrino abbassato e ho chiesto al giovane alla guida se per caso avesse dei problemi. Mi ha risposto con un no secco. Mi è sembrato spaventato e agitato. A quel punto ho preso e me ne sono andato» ha raccontato l’agricoltore pattadese confermando in aula quanto dichiarato a suo tempo ai carabinieri. E cioè che la persona alla guida della vettura rassomigliava tantissimo a Masala anche se, lì per lì, non sapeva che si trattasse del giovane. Il testimone, sollecitato dalle domande degli avvocati Patrizio Rovelli, Mattia Doneddu e Fabrizio Rubiu difensori di Alberto Cubeddu, ha dichiarato di aver appreso della sparizione di Stefano solo il pomeriggio del 9 maggio quando un suo amico, Gavino Cherchi, gli raccontò della sanguinosa vicenda.

In quell’occasione gli mostrò due foto: una nella quale Stefano indossava gli occhiali e l’altra senza. E nello scatto in cui il 29enne di Nule appare senza occhiali riconobbe il giovane incontrato la sera prima. L’amico si mise in contatto con la famiglia Masala, la convocazione da parte dei carabinieri arrivò a stretto giro di posta: il 10 maggio. Il riconoscimento avvenne il 14 maggio. Nel fascicolo fotografico predisposto dai militari Becciu riconobbe Stefano. Il testimone ha confermato anche le dichiarazioni rese a verbale dove si faceva riferimento a un ragazzo con i capelli rasati, la carnagione scura e senza la barba «Penso avesse all’incirca 30 anni, non aveva occhiali. Per me era lui». Il colpo di scena ha aperto un varco a favore della difesa del giovane ozierese.

La testimonianza di Becciu mal si concilia con l’impianto dell’accusa secondo cui la morte del giovane di Nule sarebbe da collocare nella sera del 7 maggio. Il pm Andrea Vacca e i legali di parte civile nel controesame si sono soffermati su sull’illuminazione della zona in cui avvenne il fugace incontro. «Quanto è durato l’avvistamento?» ha chiesto l’avvocato Antonello Cao, legale di parte civile. «Pochi secondi» la risposta del testimone. Accusa e parti civili hanno poi insistito molto per capire quali parametri avesse utilizzato Becciu per valutare la somiglianza. I toni si sono accesi ed è toccato al presidente, Giorgio Cannas, riportare la calma in aula. Subito dopo è toccato alla moglie Elena Senes rispondere alle domande. La donna ha confermato le circostanze dell’incontro alla periferia di Pattada ma ha dichiarato di non aver visto in volto il ragazzo. Prima della coppia sono stai sentiti altri testimoni. Tra questi il veterinario Piero Maieri, libero professionista e consulente dell’azienda della famiglia Cubeddu che ai primi di maggio consiglio ad Alberto di acquistare altri montoni. Cosa che l’imputato fece la mattina dell’8 maggio, giorno dell’agguato a Gianluca Monni ucciso alla fermata del bus poco dopo le 7 del mattino. Cubeddu quel giorno si recò dopo le 9 in un’azienda di Pattada per prendere sette arieti. Sul banco dei testimoni anche Dario Lostia, amico di Giuseppe Masala cugino di Stefano. Interrogato su diverse circostanze accadute dopo la sparizione del giovane ha inanellato un non ricordo dopo l’altro. Il processo riprenderà l’8 marzo.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative