Orotelli, il Consiglio: via libera al piano per il centro storico
di Federico Sedda
Lo strumento urbanistico è stato approvato all’unanimità Il sindaco: «Ha lo scopo di valorizzare il tessuto urbano»
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OROTELLI. Via libera del consiglio comunale di Orotelli all’adeguamento del piano particolareggiato del centro storico, il cosiddetto centro di antica e prima formazione, al piano paesaggistico regionale. Lo strumento urbanistico, che è stato approvato all’unanimità, dovrà ora essere messo a disposizione dei cittadini interessati che, entro trenta giorni dalla pubblicazione, potranno presentare osservazioni alle nuove norme che regolano lo sviluppo edilizio. Successivamente il piano sarà sottoposto al vaglio dell’Ufficio regionale di tutela del paesaggio. L’ultimo passaggio dell’iter burocratico spetterà ancora al consiglio comunale che dovrà riunirsi ancora una volta per l’approvazione definitiva. Uno scoglio, intanto, il piano particolareggiato del centro storico lo ha già superato. Il settore amministrativo della Provincia, al quale lo strumento urbanistico è stato sottoposto per l’esame di conformità previsto dalla legge, ha deciso di escluderlo dalla procedura di Vas, la valutazione ambientale strategica. Questo significa che gli interventi previsti dal piano particolareggiato del centro di antica e prima formazione di Orotelli sono coerenti con la normativa regionale vigente e rispettosi dell'esigenza di tutela e salvaguardia dei caratteri paesaggistici del contesto urbano.
«Il piano particolareggiato – dice il sindaco, Nannino Marteddu – ha lo scopo di conservare e valorizzare il centro storico e di riqualificare il tessuto urbano ed edilizio esistente, evitando così l’abbandono degli edifici». L’ambito al quale si applica la nuova normativa sull’edilizia residenziale ha per Orotelli un particolare valore storico e culturale. Nel centro storico, dove si trova tra l’altro la casa natale dello scrittore Salvatore Cambosu che sarà presto trasformata in museo multimediale e l’antica chiesa di san Giovanni Battista, risiede buona parte della popolazione del paese. Qui sono ubicate anche le principali attività commerciali e artigianali, gli esercizi pubblici, il municipio e alcuni servizi collettivi. «La riqualificazione del vecchio nucleo abitato – si legge nella relazione illustrativa – oltre al miglioramento della qualità urbana, risponde anche alla finalità di consentire la piena utilizzazione del patrimonio edilizio esistente. Uno degli obiettivi primari è, infatti, quello di indirizzare la popolazione a riutilizzare gli edifici e le strutture presenti nel nucleo antico del paese, sia per abitazioni e servizi che per attività produttive compatibili, contenendo così l’espansione delle aree periferiche». Si vuole, insomma, evitare che il paese si estenda ulteriormente così come accaduto negli anni Sessanta con il rione periferico di Mussinzua che ha diviso in due il centro abitato di Orotelli.
«Il piano particolareggiato – dice il sindaco, Nannino Marteddu – ha lo scopo di conservare e valorizzare il centro storico e di riqualificare il tessuto urbano ed edilizio esistente, evitando così l’abbandono degli edifici». L’ambito al quale si applica la nuova normativa sull’edilizia residenziale ha per Orotelli un particolare valore storico e culturale. Nel centro storico, dove si trova tra l’altro la casa natale dello scrittore Salvatore Cambosu che sarà presto trasformata in museo multimediale e l’antica chiesa di san Giovanni Battista, risiede buona parte della popolazione del paese. Qui sono ubicate anche le principali attività commerciali e artigianali, gli esercizi pubblici, il municipio e alcuni servizi collettivi. «La riqualificazione del vecchio nucleo abitato – si legge nella relazione illustrativa – oltre al miglioramento della qualità urbana, risponde anche alla finalità di consentire la piena utilizzazione del patrimonio edilizio esistente. Uno degli obiettivi primari è, infatti, quello di indirizzare la popolazione a riutilizzare gli edifici e le strutture presenti nel nucleo antico del paese, sia per abitazioni e servizi che per attività produttive compatibili, contenendo così l’espansione delle aree periferiche». Si vuole, insomma, evitare che il paese si estenda ulteriormente così come accaduto negli anni Sessanta con il rione periferico di Mussinzua che ha diviso in due il centro abitato di Orotelli.
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