La Nuova Sardegna

Nuoro

«Sanità in stato confusionale»

di Alessandro Mele
«Sanità in stato confusionale»

Orari e servizi, la Cisl Funzione pubblica attacca l’Ats a un anno dalla riforma

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NUORO. «La situazione del sistema sanitario è di totale confusione. L’introduzione delle nuove fasce orarie per il personale dipendente, da parte dell’Ats, sta creando solo incertezza e caos», tuona Giorgio Mustaro, segretario della Cisl Funzione Pubblica nuorese. E la tecnologia non viene in aiuto: «L’applicazione dei nuovi sistemi informatici ha mandato in tilt l’intero sistema amministrativo – prosegue il sindacalista – facendo venire meno procedure consolidate negli anni e generando disguidi e ritardi. L’Azienda per la Tutela della Salute, cosiddetta Azienda Unica, può aver avuto una nobile ragione iniziale di uniformare un modello e creare un sistema che potesse rendere omogenee, sul territorio regionale, le “buone prassi”. Ma fra l’idea ispiratrice e la sua realizzazione, ad un anno dall’avvio dell’Ats, si è prodotto purtroppo un risultato, ad oggi, fallimentare».

Pollice verso da parte del sindacato nuorese, dunque. «I lavoratori – continua Mustaro – non capiscono esattamente quale sia il proprio orario di lavoro. Sono stati introdotti rigidi profili che hanno fatto arretrare le conquiste della flessibilità e dell’articolazione che davano risposte anche alle esigenze personali e familiari degli operatori. Le nuove tipologie orarie, spesso, contrastano con le norme di miglior favore introdotte dai contratti nazionali ed aziendali, e dalle normative europee. Addirittura, in molti casi, le ore lavorate in eccedenza vengono azzerate, mentre i ritardi vengono fatti accumulare. Anche l’applicazione della legge 104 per i disabili è stata stravolta in maniera sfavorevole alle lavoratrici e ai lavoratori: fin’ora si potevano utilizzare i permessi orari, ora bisogna prendere un giorno intero. In molte realtà sono stati presi di mira anche i turni festivi, per cui chi li effettua viene colpito, di fatto, due volte. La regolarità della corresponsione dei buoni pasto non è più garantita».

A gennaio, con l’introduzione dei nuovi software, si è rischiato che non venissero pagati puntualmente gli stipendi, sostiene la Cisl, mentre sarebbe saltata la regolarità dei flussi finanziari verso fornitori, aziende e clienti. «Negli uffici si respira un’aria di completa incertezza, anche perché non tutti i contratti dei dirigenti sono stati prorogati. Quindi, in alcuni casi, stanno venendo a mancare le figure di riferimento. Molto spesso vanno in tilt il protocollo e il sistema informatico, rendendo vane le elaborazioni predisposte e una varietà enorme di pratiche rivolte spesso all’utenza più debole».

Secondo Mustaro a pagare le conseguenze di questa situazione sono anche i cittadini. «Le ricadute anche sul fronte sanitario sono ovvie ed anche i servizi più prettamente specialistici stanno pagando lo scotto. Facciamo un solo esempio: la Tac del San Francesco è rimasta ferma per giorni e ora si sono accumulate centinaia di prestazioni che dovranno essere smaltite ricorrendo alle prestazioni aggiuntive degli operatori. Con un aggravio finanziario evidente, oltre che con un enorme disagio per i pazienti. Insomma un lungo treno dove tutti, passeggeri e personale viaggiante, non sanno più in che direzione si sta andando. Con il grosso rischio – conlude la Cisl – di un pericoloso deragliamento con danni incalcolabili».

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