La Nuova Sardegna

Nuoro

Morta al San Francesco: chiesta l’archiviazione

di Valeria Gianoglio

Ma i familiari di Francesca Debuggias, vittima di un’ischemia, si oppongono Chiedono al gip di disporre nuove indagini sul decesso della giovane

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NUORO. Per la Procura, così come già aveva stabilito l’azienda sanitaria nello scorso mese di luglio, è stata una “morte cerebrale secondaria a ischemia” che nessuno avrebbe potuto evitare.

E le cose non sarebbero cambiate nemmeno se fosse arrivata prima nel reparto di Neurologia: perché così ha stabilito il medico legale incaricato dal pm di eseguire la perizia necroscopica. Per i familiari, invece, la morte di Francesca Debuggias, 25 anni, nuorese, si sarebbe potuta evitare se la giovane non avesse stazionato per diverse ore in Pronto soccorso, prima di approdare nel reparto ed essere sottoposta ai controlli e alle cure che le servivano.

La divergenza di vedute tra Procura e familiari della ragazza si è acuita in questi giorni: la Procura ha chiesto al giudice delle indagini preliminari di archiviare l’inchiesta aperta dopo la morte della giovane, ma i familiari di quest’ultima, attraverso i loro legali, gli avvocati Antonello Tuvoni e Francesco Carboni, hanno presentato una opposizione alla richiesta di archiviazione, perché ritengono che la vicenda giudiziaria sia tutt’altro che definita e che per la morte della ragazza vi siano diverse responsabilità da chiarire.

Nelle prossime settimane, dunque, la storia della giovane approderà in un’udienza davanti al gip: sarà il giudice per le indagini preliminari a stabilire se accogliere la richiesta, sollecitata dalla Procura, di archiviare il caso, o se invece dar seguito alla richiesta dei familiari e magari disporre nuove indagini o una imputazione coatta nei confronti di alcuni indagati.

Certo è che la famiglia di Francesca Debuggias non ci sta, a vedere l’archiviazione dell’inchiesta. Per la Procura, invece, la morte della giovane era inevitabile e nessuno dei medici o del personale del San Francesco poteva fare qualcosa per evitarla, nemmeno se fosse arrivata prima in Neurologia, senza passare diverse ore in Pronto soccorso. Lo ha stabilito, dice la Procura, la perizia del medico legale Giovanni Paolo Maietta.

Per gli avvocati che tutelano i familiari di Francesca Debuggias, invece, nella relazione del medico e negli atti del fascicolo ci sono diverse lacune e mancanze, a partire dagli orari delle analisi e non solo, che meritano un approfondimento e che comunque mettono in evidenza diverse negligenze e responsabilità sanitarie.

La giovane, dicono, è entrata in Pronto soccorso alle 2.30 di notte, lamentando un fortissimo mal di testa, ed è stata portata in Neurologia soltanto alle 6 del mattino, quando ormai l’ictus aveva creato troppi danni e non si poteva più rimediare.



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