la polemica di via lamarmora
«La capitozzatura è vietata anche dalla gara d’appalto»
di LUCIANO PIRAS
NUORO. «Basterebbe leggere gli atti, informarsi, conoscere ciò di cui si parla per evitare figuracce. Noi abbiamo fatto così, ci siamo documentati e nel capitolato relativo alla “gara per l’affidament...
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NUORO. «Basterebbe leggere gli atti, informarsi, conoscere ciò di cui si parla per evitare figuracce. Noi abbiamo fatto così, ci siamo documentati e nel capitolato relativo alla “gara per l’affidamento di interventi di potatura ordinaria e straordinaria di alberature ad alto e medio fusto in varie vie cittadine” c’è scritto che “è fatto divieto assoluto di far ricorso alla tecnica della capitozzatura che sarà eseguita solo a seguito di autorizzazione specifica della Direzione dei lavori e per casi del tutto eccezionali”». È con queste parole che l’associazione Salvaguardia Monte Ortobene, che per prima ha sollevato il problema delle potature selvagge in città, risponde alle affermazioni del presidente della Confimprenditori Gian Franco Seddone, intervenuto nel merito della questione a favore della società che in questi giorni sta eseguendo i lavori di potatura nelle vie cittadine e al fianco dell’amministrazione comunale. «La capitozzatura è assolutamente vietata – ribadisce Pietro Mureddu, presidente di Salvaguardia Monte Ortobene –. È scritto perfino nel capitolato e sarebbe bastato verificare gli atti. Per questo motivo siamo rimasti molto sorpresi dalle parole del signor Seddone, rappresentante dell’associazione Confimprenditori, intanto perché in questo caso ha dimostrato di non avere conoscenza completa degli atti, e poi perché piuttosto che difendere gli imprenditori che si sono lamentati, anche in questi giorni, ha preferito attaccare noi». E prosegue: «Siamo disposti a confrontarci e a raccogliere i suggerimenti di tutti, ma non certo a prendere lezioni da chi dimostra di avere una conoscenza piuttosto approssimativa delle cose. Crediamo che, anche in questa città, più che improbabili e zoppicanti difese d’ufficio, serva conoscere i problemi per trovare le soluzioni migliori. Quindi ci auguriamo per il futuro che ci si possa confrontare sulle cose da fare onestamente e senza pregiudizi. Con lo spirito autentico di chi vuole che le cose vadano meglio e non di chi, per motivi che a noi sfuggono, fa finta di non vedere quello che invece non va» conclude. (s.v.)
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