«La giunta marcia a pieno ritmo»
di Francesco Pirisi
Il sindaco replica con decisione a chi vede un calo di tensione nel rimpasto e nell’esito di Nuoro 2020
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NUORO. Il sindaco Andrea Soddu ha la mente protesa verso gli impegni della seconda parte del mandato amministrativo. Per questo respinge con decisione anche solo l’allusione che tra verifica politica e mancata affermazione nel concorso di capitale della cultura, la sua amministrazione possa aver perso un po’ di smalto. La prima frase è sintomatica dello stato d’animo: «Assolutamente no. La giunta è in pieno lavoro, con le nuove deleghe. La presenterò in Consiglio nella prima seduta utile. Non ha senso anticipare l’appuntamento».
Se l’analisi torna al concorso per la leadership culturale in Italia nel 2020, la risposta non cambia: «Credo che in ogni caso Nuoro abbia guadagnato da questo confronto. Perché non era fondamentale vincere ma piuttosto prepararsi in maniera adeguata alla competizione. Cosa che abbiamo fatto. E di questo lavoro non mancheranno i frutti». Come dire, niente recriminazioni e sguardo rivolto in avanti. Si riparte da dove ci si era fermati, e in particolare dalla concretizzazione del programma per il rafforzamento delle periferie e la realizzazione degli interventi entrati nel progetto della Regione per il Nuorese, con ad oggetto alcune opere per il settore della pubblica istruzione. Impegni ribaditi nella verifica politica, conclusa dopo cinque mesi di confronti col recente rinnovo delle deleghe. Per la verità chiusa non senza ferite, visto l’abbandono della Città in Comune, non d’accordo sui metodi e in particolare sul trasferimento del proprio assessore, Maria Boi, dagli Affari generali e Personale ai Servizi sociali.
Frattura sulla quale Soddu non si astiene da riflessioni: «Mi dispiace che quella forza politica abbia deciso di uscire dalla maggioranza, considerato che insieme abbiamo compiuto il percorso della campagna elettorale e conquistato il governo del Comune. Ma noi dovevamo andare avanti e non potevamo aspettare chi non era d’accordo sulle soluzioni emerse dalla verifica politica». Se alle ragioni alla base della rimodulazione delle deleghe, in pratica tra gli stessi titolari, si aggiungono quelle del partito dell’ex assessore Boi, e dei consiglieri Francesco Fadda e Paolo Manca, per una maggior condivisione delle scelte, il primo cittadino dalle riflessioni passa alle affermazioni: «Con le votazioni la cittadinanza ha eletto il sindaco dandogli l’incarico di comandare, o meglio di decidere. Io sono come l’allenatore di una squadra che stabilisce dove mettere in campo i propri giocatori. Per me le scelte sulla giunta erano le migliori. La Città in Comune non le ha accettate e non le accetta? Pazienza. Non fa niente».
Parole che non sembrano preludere a riappacificazioni, ancora meno a stretto giro di giorni o settimane. Anzi, in questi giorni, il sindaco Soddu e i partiti della maggioranza hanno definito un altro dei punti caldi del confronto politico, ossia la designazione della terna per la Fondazione di Sardegna, tra cui scegliere il rappresentante del Comune. Ne fanno parte Pasquale Mereu e Saverio Pericciuoli, professionisti del settore finanziario, e l’ingegnere Diego Porcu, tutti e tre nuoresi.
Se l’analisi torna al concorso per la leadership culturale in Italia nel 2020, la risposta non cambia: «Credo che in ogni caso Nuoro abbia guadagnato da questo confronto. Perché non era fondamentale vincere ma piuttosto prepararsi in maniera adeguata alla competizione. Cosa che abbiamo fatto. E di questo lavoro non mancheranno i frutti». Come dire, niente recriminazioni e sguardo rivolto in avanti. Si riparte da dove ci si era fermati, e in particolare dalla concretizzazione del programma per il rafforzamento delle periferie e la realizzazione degli interventi entrati nel progetto della Regione per il Nuorese, con ad oggetto alcune opere per il settore della pubblica istruzione. Impegni ribaditi nella verifica politica, conclusa dopo cinque mesi di confronti col recente rinnovo delle deleghe. Per la verità chiusa non senza ferite, visto l’abbandono della Città in Comune, non d’accordo sui metodi e in particolare sul trasferimento del proprio assessore, Maria Boi, dagli Affari generali e Personale ai Servizi sociali.
Frattura sulla quale Soddu non si astiene da riflessioni: «Mi dispiace che quella forza politica abbia deciso di uscire dalla maggioranza, considerato che insieme abbiamo compiuto il percorso della campagna elettorale e conquistato il governo del Comune. Ma noi dovevamo andare avanti e non potevamo aspettare chi non era d’accordo sulle soluzioni emerse dalla verifica politica». Se alle ragioni alla base della rimodulazione delle deleghe, in pratica tra gli stessi titolari, si aggiungono quelle del partito dell’ex assessore Boi, e dei consiglieri Francesco Fadda e Paolo Manca, per una maggior condivisione delle scelte, il primo cittadino dalle riflessioni passa alle affermazioni: «Con le votazioni la cittadinanza ha eletto il sindaco dandogli l’incarico di comandare, o meglio di decidere. Io sono come l’allenatore di una squadra che stabilisce dove mettere in campo i propri giocatori. Per me le scelte sulla giunta erano le migliori. La Città in Comune non le ha accettate e non le accetta? Pazienza. Non fa niente».
Parole che non sembrano preludere a riappacificazioni, ancora meno a stretto giro di giorni o settimane. Anzi, in questi giorni, il sindaco Soddu e i partiti della maggioranza hanno definito un altro dei punti caldi del confronto politico, ossia la designazione della terna per la Fondazione di Sardegna, tra cui scegliere il rappresentante del Comune. Ne fanno parte Pasquale Mereu e Saverio Pericciuoli, professionisti del settore finanziario, e l’ingegnere Diego Porcu, tutti e tre nuoresi.
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