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Nuoro

Lula, 20 nuovi soci alla Croce verde per salvare il 118

di Bernardo Asproni
Lula, 20 nuovi soci alla Croce verde per salvare il 118

Le adesioni sono arrivate subito ma ancora non bastano Il servizio, secondo l’Areus, è garantito fino al 30 giugno

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LULA. Il Servizio 118 della Croce verde di Lula deve continuare. È il responso corale emerso nel corso dell’affollata assemblea convocata dai dirigenti dell’associazione per sollecitare l’adesione di nuovi soci al fine di garantire in futuro le “urgenze”.

Il problema è stato illustrato dal presidente Paolo Massardo e dal suo vice Gino Porcu che hanno evidenziato gli ultimi sviluppi di una situazione in bilico.

Il pubblico presente in aula ha dimostrato, seppure con qualche visuale diversa, di aver recepito il messaggio. I due dirigenti della Croce verde sono andati dritti al cuore del problema, partendo dalla lettera (datata 26 gennaio) del direttore del Centro operativo di Sassari che annunciava la «sospensione del Servizio 118 per postazione di base a Lula, per esigenze territoriali (non ritenute sufficiente 36 ore settimanali in sede) in quanto Lula è raggiungibile dalle postazioni di base del servizio 118 di Bitti e Orune, recentemente potenziate ad H24».

A questa lettera ne aveva fatto seguito un’altra, datata 14 febbraio, nella quale il direttore generale dell’Areus disponeva di dare seguito a una «proroga delle convenzioni con tutte le associazioni di volontariato sino al 30 giugno».

Il tutto, quindi, rimane legato a un filo. Il problema non è risolto ma solo rinviato di qualche mese.

Perciò i dirigenti della Croce verde si sono chiesti come uscirne, ipotizzando che con maggiori adesioni si avrebbero meno turnazioni per tutti riuscendo a coprire il servizio nelle 24 ore giornaliere.

Il servizio di pronto intervento nel paese è visto come una garanzia. «Con un ritardo di pochi minuti si mette in gioco la vita del paziente» hanno precisato i dirigenti dell’associazione sottolinenado anche l’importanza della garanzia delle prestazioni con soci che vengono formati attraverso specifici corsi.

Durante l’incontro c’è stato chi ha anche proposto di coinvolgere le famiglie valutando l’opportunità di garantire ai giovani, soprattutto ai disoccupati, una sorta di indennità o rimborso spese. Un modo per incentivare le adesioni e salvare il servizio 118. «Ma – ha aggiunto Gino Porcu – senza creare false aspettative».

In tanti hanno sostenuto che se dovesse cessare il servizio del 118 verrebbe messa a rischio l’esistenza stessa della Croce verde dopo 33 anni di onorato servizio. «Occorre uno scatto di orgoglio» hanno sottolineato in modo corale durante l’assemblea. ’'appello pare sia stato recepito, visto che, appena aperte le adesioni, si sono registrati circa 20 nuovi soci. Un buon inizio ma non basta. Si vedrà nei prossimi giorni.

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