Carrasegare, un’antica tradizione
di Paolo Maurizio Sechi
La cronaca delle serate in maschera nella Nuova Sardegna di un secolo fa
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MACOMER. Con i balli della Pentolaccia al Centro Polifunzionale si è concluso il Carrasegare Macumeresu che ha preso inizio con l'accensione de Sa Tuva in occasione dei festeggiamenti per Sant'Antonio Abate che ha visto nel centro storico anche la grande partecipazione dei giovani. Ha richiamato tanti visitatori, provenienti da tutta l'isola, anche la bella sfilata di maschere tradizionali e il tradizionale corteo di gruppi mascherati e carri allegorici nelle principali vie cittadine del 9 febbraio. Nei secoli scorsi il carnevale a Macomer era caratterizzato da “Sos Corraggios”, travestimenti improvvisati con maschere di diverso genere in quanto il paese non ne ha mai avuto una tradizionale o tingendosi il volto di nero con la fuliggine. Anche i balli durante il periodo carnevalesco sono stati un grande richiamo quando ai primi del novecento si ballava con le orchestre dirette da prestigiosi maestri come Nuvoli, Cintura e Peppino Rachel, compositore delle musiche di “Non potho reposare”. Nel primissimi anni del secolo scorso esistevano diverse sale da ballo come quello nel palazzo Gilli “Sardegna”, il Circolo di lettura, il salone “Continente” nel palazzo Gutierrez, il locale in via Brancaleone e il teatrino Gilli. Così riportava un articolo de La Nuova Sardegna del 31 gennaio 1904 sui balli a Macomer durante il carnevale: «L'altra sera con grande concorso di gentili ed eleganti mascherine, s'inaugurò una nuova sala ballo, ove, sotto la direzione dell'esimio maestro Rachel, l'orchestra fu un vero sfoggio di nuovi e splendidi ballabili. Buoni affari. Ai balli sempre la solita animazione ed il solito movimento che si protraggono fino ad ora tarda con brio e spensieratezza con parecchie signorine a sollecitare alla danza i tardi e lenti giovanotti».
Non si possono dimenticare anche i balli nello storico cineteatro Verdi che per il carnevale dagli anni 50 si trasformava in sala da ballo richiamando tantissime persone da tutta l'isola con l'esibizione di gruppi musicali e poi, dalla fine degli anni 70, in discoteca con la consolle dei Dj del Puzzle.
Non si possono dimenticare anche i balli nello storico cineteatro Verdi che per il carnevale dagli anni 50 si trasformava in sala da ballo richiamando tantissime persone da tutta l'isola con l'esibizione di gruppi musicali e poi, dalla fine degli anni 70, in discoteca con la consolle dei Dj del Puzzle.
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