zone umide del rio posada
Convenzione Ramsar, salta l’approvazione in Regione
POSADA. È saltata per l’assenza dell’assessore all’Ambiente Donatella Spano l’approvazione in giunta regionale dell’inserimento nella convenzione di Ramsar delle zone umide del Rio Posada. Un...
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POSADA. È saltata per l’assenza dell’assessore all’Ambiente Donatella Spano l’approvazione in giunta regionale dell’inserimento nella convenzione di Ramsar delle zone umide del Rio Posada.
Un dispositivo che preserva aree di pregio in ben 168 nazioni nel mondo con paludi e zone rivierasche fluviali che siano d’importanza per le popolazioni di uccelli acquatici. Un ambiente che sembra calzare a pennello per il delta del fiume che attraversa il parco regionale di Tepilora e che permetterà di offrire maggiore tutela al delicato ecosistema. La proposta era stata approvata all’unanimità dalle amministrazioni comunali di Posada e dopo il passaggio in Regione, sarà inviato al Ministero per l’ambiente per l’approvazione definitiva per garantire all’area fluviale un grande valore ambientale.
Il provvedimento impegna i due comuni ricadenti nel parco regionale di Tepilora a mettere in pratica programmi che favoriscano l’utilizzo razionale delle zone umide, incoraggiare le ricerche, gli scambi di dati e le pubblicazioni su flora e fauna.
«Un provvedimento che aggiungerà un tassello importante per la promozione e valorizzazione del nostro territorio – dicono il sindaco di Torpè Omar Cabras e di Posada Roberto Tola – con la possibilità di valutare l’influenza delle attività antropiche nelle zone attigue alla zona umida consentendo attività eco-compatibili».
La domanda di accoglimento nella convenzione internazionale di Ramsar è stata accompagnata da uno studio sul territorio e sulla sua avifauna, condotto dal parco regionale di Tepilora. In Sardegna sono designate ben otto aree Ramsar: sei nell’oristanese tra cui Cabras e S’ena Arrubia e due a Cagliari lo stagno omonimo e Molentargius.
La zona umida del Rio Posada, sarebbe quindi l’unica nel nord Sardegna ad entrare a far parte della lista delle aree protette. (s.s.)
Un dispositivo che preserva aree di pregio in ben 168 nazioni nel mondo con paludi e zone rivierasche fluviali che siano d’importanza per le popolazioni di uccelli acquatici. Un ambiente che sembra calzare a pennello per il delta del fiume che attraversa il parco regionale di Tepilora e che permetterà di offrire maggiore tutela al delicato ecosistema. La proposta era stata approvata all’unanimità dalle amministrazioni comunali di Posada e dopo il passaggio in Regione, sarà inviato al Ministero per l’ambiente per l’approvazione definitiva per garantire all’area fluviale un grande valore ambientale.
Il provvedimento impegna i due comuni ricadenti nel parco regionale di Tepilora a mettere in pratica programmi che favoriscano l’utilizzo razionale delle zone umide, incoraggiare le ricerche, gli scambi di dati e le pubblicazioni su flora e fauna.
«Un provvedimento che aggiungerà un tassello importante per la promozione e valorizzazione del nostro territorio – dicono il sindaco di Torpè Omar Cabras e di Posada Roberto Tola – con la possibilità di valutare l’influenza delle attività antropiche nelle zone attigue alla zona umida consentendo attività eco-compatibili».
La domanda di accoglimento nella convenzione internazionale di Ramsar è stata accompagnata da uno studio sul territorio e sulla sua avifauna, condotto dal parco regionale di Tepilora. In Sardegna sono designate ben otto aree Ramsar: sei nell’oristanese tra cui Cabras e S’ena Arrubia e due a Cagliari lo stagno omonimo e Molentargius.
La zona umida del Rio Posada, sarebbe quindi l’unica nel nord Sardegna ad entrare a far parte della lista delle aree protette. (s.s.)
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