Attentato all’autonoleggio, tre arresti
di Giusy Ferreli
Il mandante è un concorrente dell’Europcar, gli autori due pregiudicati. La polizia è risalita ai responsabili grazie ai filmati
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NUORO. Una leggerezza di troppo come l’utilizzo di una macchina facilmente identificabile, le immagini degli impianti di videosorveglianza e una tempestiva azione investigativa sono costate care ai presunti attentatori hanno fatto saltare in aria l’Europcar, l’autonoleggio di viale Trieste a Nuoro. A cadere nella rete dei poliziotti della Squadra mobile nuorese con l’accusa di estorsione aggravate, danneggiamenti e detenzione di materiale esplosivo, tre pregiudicati.
Giulio Rocca 37 anni e Antonio Lattone (27), nati a Nuoro ma residenti rispettivamente a Orani e a Bono, sono considerati gli autori materiali del grave gesto intimidatorio e sono stati arrestati la scorsa notte nelle vicinanze di Ottana. Il mandante dell’intimidazione sarebbe invece il nuorese Ermanno Palomba, 43 anni titolare dell’Avis, agenzia concorrente dell’Europcar. E gli affari sarebbe all’origine del grave gesto messo a segno contro l’autonoleggio, aperto solo qualche mese addietro, dall’imprenditore di origini dorgalesi, Cipriano Corrias. A raccontare le fasi delle indagini che hanno portato all’arresto dei tre uomini (in esecuzione di un provvedimento di custodia cautelare del gip di Nuoro Mauro Pusceddu su richiesta del pm Andrea Ghironi) il questore, Massimo Colucci, e il capo della Squadra Mobile, Paolo Guiso. «L’attività investigativa si è conclusa positivamente dopo pochi giorni grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza che hanno registrato l’azione – ha spiegato il vice questore aggiunto – in particolare l’auto a bordo della quale viaggiavano gli autori dell’attentato». Caso risolto a tempo di record, dunque, appena quattro giorno dopo l’esplosione della bomba anche grazie alle testimonianze raccolte a stretto giro di posta dagli investigatori. «Il racconto degli addetti dell’Europcar – ha aggiunto Guiso – poi è stato utile per indirizzare subito le indagini al movente estorsivo, questo in virtù degli attriti che c’erano stati da poco proprio con Palomba». Nel video acquisito dalla Polizia si vedono chiaramente i momenti in cui una macchina arriva nella sede di viale Trieste. Il passeggero scende, posiziona l’ordigno e fugge a piedi per raggiungere l’automobile parcheggiata a poca distanza. Per realizzare la bomba, scoppiata all’una e 56, è stato utilizzato dell’esplosivo da cava: le schegge di due, tre centimetri sono state proiettate per un raggio di venti metri raggiungendo l’altra parte della carreggiata stradale e danneggiando le automobili. Un’azione spregiudicata anche secondo gli investigatori. Poco prima nella via sono passate delle macchine e solo per una fortunata circostanza non è scappato il morto.
«Non possiamo parlare di racket ma di un episodio isolato che, peraltro non va sottovalutato. L’attenzione della Polizia di Stato nei confronti di questi casi è sempre altissima – ha affermato il questore Colucci – gli autori di questi gesti devono sapere che ci sarà massima determinazione da parte nostra nel perseguirli». I tre presunti responsabili sono stati accompagnati nel carcere di “Badu ’e Carros” in attesa delle decisioni della magistratura.
Giulio Rocca 37 anni e Antonio Lattone (27), nati a Nuoro ma residenti rispettivamente a Orani e a Bono, sono considerati gli autori materiali del grave gesto intimidatorio e sono stati arrestati la scorsa notte nelle vicinanze di Ottana. Il mandante dell’intimidazione sarebbe invece il nuorese Ermanno Palomba, 43 anni titolare dell’Avis, agenzia concorrente dell’Europcar. E gli affari sarebbe all’origine del grave gesto messo a segno contro l’autonoleggio, aperto solo qualche mese addietro, dall’imprenditore di origini dorgalesi, Cipriano Corrias. A raccontare le fasi delle indagini che hanno portato all’arresto dei tre uomini (in esecuzione di un provvedimento di custodia cautelare del gip di Nuoro Mauro Pusceddu su richiesta del pm Andrea Ghironi) il questore, Massimo Colucci, e il capo della Squadra Mobile, Paolo Guiso. «L’attività investigativa si è conclusa positivamente dopo pochi giorni grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza che hanno registrato l’azione – ha spiegato il vice questore aggiunto – in particolare l’auto a bordo della quale viaggiavano gli autori dell’attentato». Caso risolto a tempo di record, dunque, appena quattro giorno dopo l’esplosione della bomba anche grazie alle testimonianze raccolte a stretto giro di posta dagli investigatori. «Il racconto degli addetti dell’Europcar – ha aggiunto Guiso – poi è stato utile per indirizzare subito le indagini al movente estorsivo, questo in virtù degli attriti che c’erano stati da poco proprio con Palomba». Nel video acquisito dalla Polizia si vedono chiaramente i momenti in cui una macchina arriva nella sede di viale Trieste. Il passeggero scende, posiziona l’ordigno e fugge a piedi per raggiungere l’automobile parcheggiata a poca distanza. Per realizzare la bomba, scoppiata all’una e 56, è stato utilizzato dell’esplosivo da cava: le schegge di due, tre centimetri sono state proiettate per un raggio di venti metri raggiungendo l’altra parte della carreggiata stradale e danneggiando le automobili. Un’azione spregiudicata anche secondo gli investigatori. Poco prima nella via sono passate delle macchine e solo per una fortunata circostanza non è scappato il morto.
«Non possiamo parlare di racket ma di un episodio isolato che, peraltro non va sottovalutato. L’attenzione della Polizia di Stato nei confronti di questi casi è sempre altissima – ha affermato il questore Colucci – gli autori di questi gesti devono sapere che ci sarà massima determinazione da parte nostra nel perseguirli». I tre presunti responsabili sono stati accompagnati nel carcere di “Badu ’e Carros” in attesa delle decisioni della magistratura.
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