Grani antichi, gli studenti protagonisti del recupero
di Alessandro Mele
Il mercato Campagna amica della Coldiretti ha ospitato il progetto dell’Ipsar Il docente Maurizio Fadda: «L’intento è quello di riscoprire le nostre produzioni»
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NUORO. La manifestazione di ieri promossa dalla Coldiretti in occasione del mercato di Campagna Amica, nei locali dell’Exmé, ha visto non solo il consueto impegno dei diversi produttori affiliati ma anche una grande manifestazione di interesse da parte di tanti studenti che sono stati protagonisti di un laboratorio didattico sulla lavorazione delle farine e degli antichi grani dell’Isola.
«Il grano e alla base della nostra società e della nostra alimentazione – ha voluto spiegare Maurizio Fadda, docente di scienze agrarie all’Ipsar di Pratosardo – purtroppo dati i prezzi di mercato è diventato quasi impossibile da coltivare. Queste iniziative servono ai ragazzi per prendere dimestichezza con questo genere di attività: hanno fatto anche la semina a mano seguendo le tradizioni dei loro nonni. È sicuramente un passo in avanti l’aver inserito l’argomento nella nostra programmazione didattica nell'ambito agrario, infatti gli alunni reagiscono molto bene e si dedicano particolarmente, certamente vanno coinvolti e accompagnati». «L’intento – spiega Fadda – è il recupero delle antiche varietà di grani sardi e italiani studiando anche le nuove sperimentazioni».
Si tratta, dunque, di un’esperienza altamente formativa soprattutto per i ragazzi delle terze, quarte e quinte dell’istituto professionale di Pratosardo: «Appoggiamo la teoria alla pratica – hanno ammesso i ragazzi – e anche per i nostri insegnati questo costituisce uno stimolo in più. Noi – commentano – vediamo un’ opportunità di lavoro molto vicina a noi facile da insediare anche nei terreni familiari. Una possibilità anche economica, questo per noi è di notevole impatto. Siamo contenti di aver vissuto questa esperienza». Il laboratorio didattico delle farine e dei grani antichi della Sardegna si è svolto in collaborazione con Laore, con la supervisione del mastro fornaio Augusto di Angelo che ha spiegato ai ragazzi diversi tipi di lavorazione oltre ad alcuni “segreti” sul lievito madre e la nutrizionista Giovanna Musina.
Intanto nel capoluogo barbaricino, si stanno organizzando una serie di iniziative collaterali per incentivare in diversi modi una iniziativa ritenuta molto importante: la raccolta firme della Coldiretti intorno alla petizione #stopcibofalso.
Si tratta di laboratori rivolti ai clienti, che diventeranno protagonisti di un percorso pratico e sensoriale che hanno lo scopo di fungere da validi stimoli per comprendere la pericolosità degli alimenti di bassa qualità.
«Il grano e alla base della nostra società e della nostra alimentazione – ha voluto spiegare Maurizio Fadda, docente di scienze agrarie all’Ipsar di Pratosardo – purtroppo dati i prezzi di mercato è diventato quasi impossibile da coltivare. Queste iniziative servono ai ragazzi per prendere dimestichezza con questo genere di attività: hanno fatto anche la semina a mano seguendo le tradizioni dei loro nonni. È sicuramente un passo in avanti l’aver inserito l’argomento nella nostra programmazione didattica nell'ambito agrario, infatti gli alunni reagiscono molto bene e si dedicano particolarmente, certamente vanno coinvolti e accompagnati». «L’intento – spiega Fadda – è il recupero delle antiche varietà di grani sardi e italiani studiando anche le nuove sperimentazioni».
Si tratta, dunque, di un’esperienza altamente formativa soprattutto per i ragazzi delle terze, quarte e quinte dell’istituto professionale di Pratosardo: «Appoggiamo la teoria alla pratica – hanno ammesso i ragazzi – e anche per i nostri insegnati questo costituisce uno stimolo in più. Noi – commentano – vediamo un’ opportunità di lavoro molto vicina a noi facile da insediare anche nei terreni familiari. Una possibilità anche economica, questo per noi è di notevole impatto. Siamo contenti di aver vissuto questa esperienza». Il laboratorio didattico delle farine e dei grani antichi della Sardegna si è svolto in collaborazione con Laore, con la supervisione del mastro fornaio Augusto di Angelo che ha spiegato ai ragazzi diversi tipi di lavorazione oltre ad alcuni “segreti” sul lievito madre e la nutrizionista Giovanna Musina.
Intanto nel capoluogo barbaricino, si stanno organizzando una serie di iniziative collaterali per incentivare in diversi modi una iniziativa ritenuta molto importante: la raccolta firme della Coldiretti intorno alla petizione #stopcibofalso.
Si tratta di laboratori rivolti ai clienti, che diventeranno protagonisti di un percorso pratico e sensoriale che hanno lo scopo di fungere da validi stimoli per comprendere la pericolosità degli alimenti di bassa qualità.
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