Da zona militare a campus così cambia l’ex Artiglieria

Mense, laboratori e residenze per gli studenti al posto della vecchia struttura  I tecnici: «Non verranno realizzati altri edifici ma riqualificati quelli già esistenti»

NUORO. Dimenticate quei muri e quelle recinzioni che ancora si stagliano alte a dividere la città dall’area dell’ex Artiglieria di Nuoro. Nel progetto di riconversione, parte integrante del Piano delle periferie finanziato con una ingente dote finanziaria in arrivo da Roma, scompaiono. A lavori ultimati il colpo d’occhio sarà diverso. E assumerà i connotati di un open space urbanistico riservato alla formazione universitaria (ma non solo) nel cuore della città. Un luogo senza più barriere, in grado di raccordare l’area un tempo utilizzata dai militari agli agglomerati delle nuove realtà urbane che nel corso degli anni sono diventate qualcosa di diverso dalle periferie.

Un luogo diverso, cuore pulsante della formazione universitaria e dell’integrazione sociale. Nella zona sorgeranno impianti sportivi, mense, residenze per gli studenti ma anche laboratori e info point. Ed ancora ci saranno spazi per le attività commerciali nonché un punto di ristoro. Il campus universitario sarà dotato di un campo di calcio e di campi da tennis, in grado di dare valore aggiunto anche all’offerta formativa dell’Università nuorese, già in fase di rilancio. E, nell’ottica dell’integrazione, ci sarà anche un centro diurno per disabili. Il tutto circondato dal verde. Quel verde che nei progetti dell’amministrazione comunale del capoluogo barbaricino, guidata dal sindaco Andrea Soddu, rappresenta il vero trait d’union di tutti gli interventi del piano delle periferie siglato ufficialmente lo scorso 18 dicembre nella capitale alla presenza del premier, Paolo Gentiloni .

«Il progetto di riconversione dell’ex caserma dell’Esercito contempla la realizzazione di uno spazio destinato ad assolvere innanzitutto ad un a funzione sociale, luogo di aggregazione per adulti e bambini» spiegano urbanisti e tecnici che hanno lavorato, in un team interdisciplinare, alla progettazione del poderoso intervento. «Non verranno realizzati nuovi edifici ma ristrutturati quelli esistenti» spiegano i tecnici dell’equipe, in primo luogo per evitare il consumo di suolo. La tematica ambientale, infatti, è un altro dei capisaldi dell’intervento sull’ex Artiglieria e sul Piano delle periferie nel suo complesso. Sguardo vigile, quindi, anche sulla sostenibilità ambientale. Gli interventi di riqualificazione degli immobili verranno interverrà sulle facciate esterne con materiali biocompatili. È previsto anche un impianto energetico in grado di garantire il fabbisogno delle strutture con l’utilizzo di materiali a basso contenuto di emissioni di Co2. La delicata azione di rammendo delle periferie nuoresi è stata finanziato con 18 milioni di euro statali, risorse che a loro volta attiveranno investimenti pubblici e privati per un totale di 39 milioni di euro. E di tutti gli interventi previsti dal Piano quello sull’ex Artiglieria farà la parte del leone. A disposizione delle ex aree militari ci sono 26 milioni che arriveranno grazie ad un partenariato tra il pubblico e il privato con fondi statali e regionali. L’agenda è già stata dettata. I lavori riqualificazione della caserma dovranno essere avviati entro il 31 dicembre del prossimo anno. Entro questa data, dovrà essere stata svolta la gara per l’affidamento dei lavori. Il progetto è stata selezionato, unico tra le proposte sarde, anche da Inu – Istituto nazionale di urbanistica, per partecipare a “Urbanpro”, la rassegna sui progetti di riqualificazione urbana che si è svolta di recente alla Triennale di Milano, e che ha visto coinvolti 25 professionisti tra ingegneri, architetti e pianificatori urbanistici facenti parte della short list dell’amministrazione comunale di Nuoro. Il cambiamento è appena all’inizio e si baserà sui valori della cultura, dello sport, del benessere fisico e della valorizzazione del verde pubblico.

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