La Nuova Sardegna

Nuoro

«La gestione dell’acqua torni in mano ai Comuni»

di Michela Columbu
«La gestione dell’acqua torni in mano ai Comuni»

Dissenso unanime da Sarule a Siniscola, da Torpè a Orgosolo fino all’Ortobene Presentato un documento unitario in Regione. Il 28 febbraio incontro pubblico

2 MINUTI DI LETTURA





SARULE. «Vogliamo che la gestione del bene idrico torni in mano ai Comuni, che in questo modo possono offrire un servizio adeguato alle esigenze delle comunità sarde». È con questa esplicita richiesta che i comitati di Sarule, Siniscola, Buggerru, Torpè, Monte Ortobene e Orgosolo, nati per manifestare il proprio dissenso verso la gestione Abbanoa, hanno deciso di riunirsi per presentare un documento unitario in Regione. Portavoce dei sarulesi è la stessa prima cittadina Mariangela Barca. Per il comitato locale infatti ottimizzare la risorsa idrica è un punto cruciale per il futuro della Sardegna stessa «e Abbanoa, purtroppo, ha dimostrato di non essere in grado gestire questo bene, che specie in periodi di siccità, è fondamentale per l’esistenza di decine di aziende. Nella strada principale ad esempio abbiamo avuto una perdita che ha dovuto aspettare 210 giorni per essere riparata, con la conseguenza che sono andati persi migliaia di litri d’acqua». Proprio con l’intenzione di tutelare le numerose aziende che hanno avuto dei danni economici dalla perdurante chiusura dell’erogazione dell’acqua durante il periodo di restrizioni, anche l’associazione Confimprenditori ha aderito al fronte contro il gestore unico. Oltre al Comune di Sarule infatti, l’incontro è stato organizzato anche dalla Parrocchia e dalla stessa associazione di imprese.

«Acqua non potabile, perdite e sprechi, bollette pazze, slacci di utenze, impoverimento dei territori più periferici ma ricchi di sorgenti e accentramento di risorse umane e tecnologiche a Cagliari: sono questi i risultati della gestione di Abbanoa Spa – spiegano da Sarule –. Le popolazioni sono stanche, lamentano quotidianamente i continui disservizi di Abbanoa nella gestione delle risorse idriche. Chiedono un cambiamento, chiedono che la gestione dell’acqua torni sotto il controllo dei cittadini attraverso le amministrazioni comunali: affinché la loro voce possa essere ascoltata si sono organizzati in comitati e hanno convocato una grande assemblea a Sarule, il 28 febbraio alle ore 17,30 nei locali del sottopalestra comunale in piazza Senatore Cheri. Chiediamo quindi a tutti i cittadini, a tutti i sindaci e le amministrazioni comunali che abbiano a cuore i problemi delle comunità che hanno il dovere di rappresentare, ai vescovi, ai sacerdoti e a tutta la chiesa sarda, e a tutte le forze politiche e sindacali di partecipare numerosi in modo che l’assemblea possa portare alla formulazione di una proposta, da presentare in Regione, per cambiare radicalmente la gestione dell’acqua in Sardegna, vicina e adeguata ai bisogni reali dei sardi».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative