Per il Man in piazza Satta bisognerà attendere il 2019
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Piazza SattaLa Provincia ha approvato il progetto definitivo con la facciata simile all’attuale. Dieci anni fa la polemica sull’ingresso e l’intervento di tutela dell’opera di Nivola
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NUORO. Nei giorni scorsi, con l’approvazione del progetto definitivo da parte della Provincia, è stata scritta la parola fine sulla polemica che proprio dieci anni fa divise il mondo dell’arte in Sardegna. Il problema riguardava l’ampliamento del museo Man in piazza Sebastiano Satta, che prevedeva l’apertura di un ingresso (proprio di un museo, cioè sufficientemente esteso) al posto dell’attuale portoncino di un edificio che si affaccia nella piazza progettata da Costantino Nivola. Furono molti i sostenitori della soluzione prospettata dai progettisti, gli architetti Gianni Filindeu e Ignazio Caredda, e ovviamente caldeggiata dall’allora direttrice del museo Cristiana Collu; altrettanti gli strenui oppositori a questa soluzione, un fronte allargato che andava dal mondo universitario sino all’amministrazione comunale di Nuoro. Nacque persino un comitato che si attivò per impedire quella che riteneva una profanazione dell’opera di Nivola. Ebbe la meglio il fronte del no, come si sa, perché alla fine intervenne il ministero dei Beni culturali a bloccare la facciata con un decreto in cui stabiliva «l'importante carattere artistico di piazza Sebastiano Satta», compresi i «prospetti che fanno da quinta alla piazza».
Era il 2011, e la Provincia rischiò seriamente di perdere i fondi regionali per completare la nuova ala del museo. Venne poi affidato a un terzo professionista (l’architetto Maurizio Bosa) l’incarico per una variante che rispettasse gli edifici preesistenti (la facciata che dà su piazza Satta sarà sostanzialmente simile all’attuale, mentre l’ingresso, decisamente più ampio, verrà spostato nel retro dell’edificio, in via Angioy). Tra fondi che erano andati perduti e lungaggini burocratiche, si è arrivati ai giorni nostri, con l’approvazione definitiva del progetto. Provvidenziale inoltre è stato l’intervento dell’assessore regionale alla Cultura Giuseppe Dessena che nell’ottobre dello scorso anno ha sbloccato fondi per un milione e mezzo destinandoli al completamento del museo.
Ma quanto ci vorrà per vedere completato il museo (i cui lavori come abbiamo visto sono cominciati nel 2004)? La Provincia dovrà bandire una nuova gara d’appalto, e probabilmente non si conoscerà prima della fine dell’anno l’impresa che si aggiudicherà i lavori, né quando questi potranno cominciare. E se in Provincia nessuno azzarda previsioni, lo fa con molta prudenza il presidente del museo, Tonino Rocca: «L’augurio è che la nuova ala possa essere inaugurata nella prima metà del 2019», dice Rocca. Da ultimare infatti ci sono le facciate (come abbiamo visto su piazza Satta e su via Angioy) e gli arredi interni, visto che la struttura interna del museo era stata sostanzialmente ultimata all’epoca dello stop ai lavori, nel 2008.
Complessivamente per l’ampliamento sono stati spesi sinora circa tre milioni e mezzo, a quali si aggiungono il milione e mezzo per il completamento stanziato dalla Regione nei mesi scorsi, e la somma impiegata dalla Provincia nel 2002 per acquistare gli edifici oggi destinati a museo (l’ex albergo Sotgiu, mai completato, e l’ex casa Deriu), circa un milione e 300mila euro. La nuova ala sarà destinata a ospitare le mostre che attualmente vengono allestite nella sede in via Satta. (p.me.)
Era il 2011, e la Provincia rischiò seriamente di perdere i fondi regionali per completare la nuova ala del museo. Venne poi affidato a un terzo professionista (l’architetto Maurizio Bosa) l’incarico per una variante che rispettasse gli edifici preesistenti (la facciata che dà su piazza Satta sarà sostanzialmente simile all’attuale, mentre l’ingresso, decisamente più ampio, verrà spostato nel retro dell’edificio, in via Angioy). Tra fondi che erano andati perduti e lungaggini burocratiche, si è arrivati ai giorni nostri, con l’approvazione definitiva del progetto. Provvidenziale inoltre è stato l’intervento dell’assessore regionale alla Cultura Giuseppe Dessena che nell’ottobre dello scorso anno ha sbloccato fondi per un milione e mezzo destinandoli al completamento del museo.
Ma quanto ci vorrà per vedere completato il museo (i cui lavori come abbiamo visto sono cominciati nel 2004)? La Provincia dovrà bandire una nuova gara d’appalto, e probabilmente non si conoscerà prima della fine dell’anno l’impresa che si aggiudicherà i lavori, né quando questi potranno cominciare. E se in Provincia nessuno azzarda previsioni, lo fa con molta prudenza il presidente del museo, Tonino Rocca: «L’augurio è che la nuova ala possa essere inaugurata nella prima metà del 2019», dice Rocca. Da ultimare infatti ci sono le facciate (come abbiamo visto su piazza Satta e su via Angioy) e gli arredi interni, visto che la struttura interna del museo era stata sostanzialmente ultimata all’epoca dello stop ai lavori, nel 2008.
Complessivamente per l’ampliamento sono stati spesi sinora circa tre milioni e mezzo, a quali si aggiungono il milione e mezzo per il completamento stanziato dalla Regione nei mesi scorsi, e la somma impiegata dalla Provincia nel 2002 per acquistare gli edifici oggi destinati a museo (l’ex albergo Sotgiu, mai completato, e l’ex casa Deriu), circa un milione e 300mila euro. La nuova ala sarà destinata a ospitare le mostre che attualmente vengono allestite nella sede in via Satta. (p.me.)
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