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A fine anno l’addio a Nuoro Ambiente

A fine anno l’addio a Nuoro Ambiente

A gennaio il debutto di un’azienda tutta comunale al posto dell’attuale società mista con Ecoserdiana 

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NUORO. Il 2018 sarà l’ultimo anno di gestione della raccolta dei rifiuti da parte di Nuoro Ambiente. La società, costituita in quote quasi paritarie da Comune ed Ecoserdiana, ha la titolarità del servizio da un decennio, prima grazie a un appalto e dal 2010 per via di una serie di proroghe, l’ultima delle quali con scadenza in chiusura del 2018. A metà dicembre il consiglio comunale si è espresso a favore del sistema della gestione rifiuti con un’azienda interna. Tutta da costruire, ma data in partenza al massimo a gennaio del 2019. Il primo vantaggio dichiarato è ridurre i costi del servizio per il cittadino. Ancora, controllare l’attività e assicurare più elevati livelli di differenziazione e valorizzazione delle frazioni riciclabili. Anche questi da tradurre in utili, sia per le maggiori premialità, sia per il guadagno dalla vendita di vetro, plastica e carta. Il passaggio a un’azienda interna al Comune è stato fortemente voluto dalla giunta Soddu, e in particolare dall’assessore all’Ambiente Giuliano Sanna, secondo il quale «si può dare un servizio eccellente a costi inferiori rispetto agli attuali. Già da ora il prezzo che paga il Comune alla società gestore è di 500mila euro annui in meno rispetto a quelli delle annate precedenti». Risparmio da conteggiare su circa 5 milioni di euro complessivi, a cui va aggiunto il prezzo pagato al consorzio di Tossilo per l’incenerimento delle frazioni non differenziate. Oggi Nuoro Ambiente realizza utili per circa un milione di euro all’anno, «che con la gestione interna rimarrebbero nelle casse del Comune o, meglio, costituirebbero un risparmio per i cittadini per via di bollette meno care», sostiene Sanna.

Di sicuro una svolta nel servizio era inevitabile, e non solo perché Nuoro Ambiente è in liquidazione dal 2015. Gli stessi dipendenti della società sottolineano come ormai l’organico sia ridotto all’osso, con dodici dipendenti andati in pensione negli ultimi tre anni e mai sostituiti. I sindacati dei lavoratori denunciano anche automezzi obsoleti e un parco macchine insufficiente. Tutti problemi che dovranno essere affrontati in questi mesi prima dell’avvio della nuova azienda.

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