Lanusei, studenti migranti in visita al Mud
Prima esperienza al museo diocesano tra le opere di Maria Lai, Francesco Ciusa e Pinuccio Sciola
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LANUSEI. Chissà che storia hanno letto tra i fili che il genio artistico di Maria Lai aveva appuntato su quel drappo azzurro. Tengono fra le mani un’opera d’arte. C’è chi la osserva curioso, chi sorride, chi la sfiora appena per paura di rovinarla. È una giornata speciale per i giovani studenti del Cpia (Centri provinciali per l’istruzione degli adulti) che a Lanusei frequentano i corsi di italiano per stranieri e la scuola media. Sì, perché mai prima di lunedì avevano visitato un museo. Così, da un’idea-progetto della docente Loredana Rosa, insieme alla collega Anna Maria Cau e alla mediatrice Francesca Monni, i ragazzi migranti provenienti da Nigeria, Senegal, Gambia, Camerun, Guinea, Ghana, Libia, Cina e Mali, hanno fatto la loro prima visita guidata nel Mud, il museo diocesano, dove hanno visto da vicino oltre alle opere dell’artista di Ulassai, anche i lavori di esponenti del calibro di Francesco Ciusa e Pinuccio Sciola. È stato don Ignazio Ferreli, responsabile dell’ufficio beni culturali, a guidare il loro percorso fra arte e cultura sarda, ma anche attraverso sale ospitanti antichi manoscritti, reperti nuragici, paramenti e oggetti sacri. Viaggio reale e metaforico nelle spire di un mondo quotidiano che spesso avvolge ma non coinvolge, scorre accanto indifferente, senza guardare in faccia nessuno, specialmente lo straniero. «Un momento di confronto e scambio, culturale e umano, molto importante – ha sottolineato Loredana Rosa – specie per chi, come questi ragazzi, ha davvero poche occasioni per relazionarsi con la comunità che li ospita». Dopo il comune di Lanusei e la biblioteca civica “Angelino Usai”, quella al Mud è stata un’altra tappa fondamentale nel percorso didattico e di crescita dei giovani stranieri. A tutti, don Ignazio, ha donato una capretta in ceramica di Maria Lai, emblema di quel viaggio continuo che è la vita. (c.c.)
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