La denuncia della Cisl
Artiglieria al freddo riscaldamento in tilt
NUORO. «Mentre a Pratosardo si inaugurava la nuova caserma militare, in quella di viale Sardegna i quaranta lavoratori, attualmente in forze al comando supporto logistico d Nuoro, si congelavano dal...
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NUORO. «Mentre a Pratosardo si inaugurava la nuova caserma militare, in quella di viale Sardegna i quaranta lavoratori, attualmente in forze al comando supporto logistico d Nuoro, si congelavano dal freddo». Il segretario generale della Cisl, Giorgio Mustaro, interviene sul disagio vissuto da circa un mese nella caserma Loi, da quando il riscaldamento è andato in tilt proprio nel periodo più freddo della stagione. «Le contromisure – scrive il sindacalista – non sono state sufficienti a risolvere il problema: le stufe ad olio ed un gruppo elettrogeno, per supportare il carico energetico, non sono bastati. L’impianto elettrico, non sufficiente, è spesso saltato facendo spegnere computer, sistemi di allarme e le stufe elettriche in dotazione o portate da casa. Questo – aggiunge Mustaro – è solo l’ultimo caso di una costante azione di trascuratezza della ex struttura militare. Infatti si può constatare che, da quando fu firmato l’accordo fra Comune di Nuoro e Amministrazione della Difesa, le attenzioni verso il presidio nuorese sono diminuite. Basta osservare gli intonaci del muro di cinta e la stessa recinzione in metallo. Il segno di degrado è evidentissimo».
Sono passati più di venti anni e le annunciate opere di manutenzione, visto lo stato in cui verte la struttura, non ci sono state. «Se non ci ricordiamo male – prosegue il segretario Cisl – solo la palazzina del Comando ha subito qualche significativo intervento. La stessa sala “Forza Paris”, realizzata nel 1992 in occasione dell’operazione dell’Esercito nel nuorese, evidenzia segni di abbandono. Sicuramente l’annunciato trasferimento a Pratosardo libererà tutti gli spazi attualmente occupati e sarà il Comune a doverli gestire. Ma fino alla realizzazione di una concreta alternativa, gli ex magazzini, i capannoni, i cortili e tutto il resto rischia di degradarsi definitivamente». Quindi Mustaro fa un salto nella memoria ricordando di quanto già successo con il vecchio carcere di via Roma, il Comune nel Corso Garibaldi, le casette de “Sos sette fochiles”: «pezzi di una memoria che non ci sono più. Potrebbe accadere anche con la vecchia Artiglieria – sottolinea –. Nel suo genere un monumento che andrebbe tutelato e fatto rivivere, attualizzando il suo utilizzo (Campus universitario, Parco cittadino, o altro), ma lasciando inalterata, per quanto possibile, la sua struttura originale. In tale modo – conclude – questo pezzo di storia cittadina potrebbe restare a testimonianza di un passato fatto non solo di militari e divise, ma anche di centinaia di operai, artigiani, professionisti che hanno permesso all’economia cittadina di crescere e che hanno creato profili di nuovi lavori ed attività innovative».
Sono passati più di venti anni e le annunciate opere di manutenzione, visto lo stato in cui verte la struttura, non ci sono state. «Se non ci ricordiamo male – prosegue il segretario Cisl – solo la palazzina del Comando ha subito qualche significativo intervento. La stessa sala “Forza Paris”, realizzata nel 1992 in occasione dell’operazione dell’Esercito nel nuorese, evidenzia segni di abbandono. Sicuramente l’annunciato trasferimento a Pratosardo libererà tutti gli spazi attualmente occupati e sarà il Comune a doverli gestire. Ma fino alla realizzazione di una concreta alternativa, gli ex magazzini, i capannoni, i cortili e tutto il resto rischia di degradarsi definitivamente». Quindi Mustaro fa un salto nella memoria ricordando di quanto già successo con il vecchio carcere di via Roma, il Comune nel Corso Garibaldi, le casette de “Sos sette fochiles”: «pezzi di una memoria che non ci sono più. Potrebbe accadere anche con la vecchia Artiglieria – sottolinea –. Nel suo genere un monumento che andrebbe tutelato e fatto rivivere, attualizzando il suo utilizzo (Campus universitario, Parco cittadino, o altro), ma lasciando inalterata, per quanto possibile, la sua struttura originale. In tale modo – conclude – questo pezzo di storia cittadina potrebbe restare a testimonianza di un passato fatto non solo di militari e divise, ma anche di centinaia di operai, artigiani, professionisti che hanno permesso all’economia cittadina di crescere e che hanno creato profili di nuovi lavori ed attività innovative».
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