La festa della donna Fidapa nel nome del Premio Nobel
di Kety Sanna
Analisi alternativa dei personaggi femminili dei racconti di Grazia Deledda Confronto aperto con la neuropsichiatra Carboni e la studiosa Piga Martini
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NUORO. “Le donne nella narrativa di Grazia Deledda”. Un incontro affascinante oltre che ricco di riflessioni quello organizzato dalla Fidapa Nuoro in occasione della festa della donna, il prossimo 8 marzo all’Exmè alle 17,30. Un momento di crescita culturale, una chiacchierata interattiva in compagnia di Maria Antonietta Piga Martini, autrice di articoli, collaboratrice di riviste di critica letteraria e appassionata di storia e della cultura della Sardegna, e di Franca Carboni, già primario della Neuropsichiatria infantile, oggi in pensione che offrirà un’analisi alternativa dei testi del premio Nobel, riuscendo a dare ai personaggi dei suoi romanzi diagnosi secondo i più recenti criteri scientifici internazionali. Depressioni, nevrosi ossessive, disturbi di personalità che emergono dalla descrizione profonda che la scrittrice fa di ogni protagonista dei suoi racconti. Un punto di vista diverso, unico, quello che verrà offerto dalla poliedrica Franca Carboni che offrirà ai presenti una chiave di lettura insolita di Grazia Deledda, facendo emergere la grandezza di questa donna che è riuscita a racchiudere nelle sue opere una collezione di personalità delle quali la scrittrice coglie umori, nevrosi, ossessioni fino alle psicosi.
«Con straordinario coraggio per la giovane età – ha scritto Franca Carboni della scrittrice nuorese – e per l’ambiente in cui viveva, proprio dal racconto della sua realtà familiare attinge a molti dei suoi protagonisti: ed ecco più volte comparire i ragazzi con disturbi comportamentali ed iperattivi come il fratello Andrea, gli ubriaconi degeneri come il fratello Santus, le rigide affettività fino a tratteggiare la depressione di cui, dalla sua descrizione, pare affetta la madre. Affascinata dai vecchi solitari – ha aggiunto la neuropsichiatra – li colloca più volte e con tratti diversi in molte storie forse colpita dalla storia del suo nonno materno che, pare avesse concluso la sua vita, isolato in un podere».
La Fidapa, associazione che conta in Italia circa 11mila socie appartiene alla Federazione internazionale Ifbpw (International federation of business and professional women). «La federazione – ha detto la presidente della sezione nuorese Massimina Puddu – ha lo scopo di sostenere le iniziative delle donne che operano nel campo delle arti, delle professioni e degli affari, autonomamente o in collaborazione con altri enti, associazioni ed altri soggetti. La nostra missione è valorizzare e incoraggiare le donne a un continuo impegno alla partecipazione alla vita sociale; rimuovere ogni forma di discriminazione a sfavore delle donne sia nell’ambito della famiglia che in quello del lavoro e favorire rapporti amichevoli e proficua collaborazione fra le persone. L’8 marzo, quindi, speriamo di essere numerose».
«Con straordinario coraggio per la giovane età – ha scritto Franca Carboni della scrittrice nuorese – e per l’ambiente in cui viveva, proprio dal racconto della sua realtà familiare attinge a molti dei suoi protagonisti: ed ecco più volte comparire i ragazzi con disturbi comportamentali ed iperattivi come il fratello Andrea, gli ubriaconi degeneri come il fratello Santus, le rigide affettività fino a tratteggiare la depressione di cui, dalla sua descrizione, pare affetta la madre. Affascinata dai vecchi solitari – ha aggiunto la neuropsichiatra – li colloca più volte e con tratti diversi in molte storie forse colpita dalla storia del suo nonno materno che, pare avesse concluso la sua vita, isolato in un podere».
La Fidapa, associazione che conta in Italia circa 11mila socie appartiene alla Federazione internazionale Ifbpw (International federation of business and professional women). «La federazione – ha detto la presidente della sezione nuorese Massimina Puddu – ha lo scopo di sostenere le iniziative delle donne che operano nel campo delle arti, delle professioni e degli affari, autonomamente o in collaborazione con altri enti, associazioni ed altri soggetti. La nostra missione è valorizzare e incoraggiare le donne a un continuo impegno alla partecipazione alla vita sociale; rimuovere ogni forma di discriminazione a sfavore delle donne sia nell’ambito della famiglia che in quello del lavoro e favorire rapporti amichevoli e proficua collaborazione fra le persone. L’8 marzo, quindi, speriamo di essere numerose».
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