Vigne di Quirra: lo sfratto della coop finisce in Consiglio
ARZANA. Importante seduta consiliare comunale, mercoledì 7 alle 18, sul tema della procedura di legittimazione inoltrata ad Argea dalla cooperativa “Fra lavoratori Jerzu”. Sarà l’unico punto all'ordi...
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ARZANA. Importante seduta consiliare comunale, mercoledì 7 alle 18, sul tema della procedura di legittimazione inoltrata ad Argea dalla cooperativa “Fra lavoratori Jerzu”. Sarà l’unico punto all'ordine del giorno, quello relativo all’istanza della Regione, che interviene sul provvedimento di sfratto nonostante due sentenze, di primo e secondo grado, a favore del Comune di Arzana. Sul punto interviene il sindaco Marco Melis. «Chiariamo subito – dice – che le linee di indirizzo impartite dalla giunta regionale con propria delibera, riaprono una vicenda già chiusa dal tribunale di Lanusei e dalla Corte d’appello di Cagliari, che ha condannato la stessa alla restituzione dei terreni al Comune. Ci opporremo con forza, con ogni mezzo e in ogni sede, a un provvedimento che consideriamo lesivo degli interessi della comunità di Arzana». Melis precisa che l’iter era stato definito dal tribunale, che il 22 gennaio scorso, tramite l'ufficiale giudiziario, aveva notificato lo sfratto alla cooperativa “Fra Lavoratori”. Nel settembre 2016 infatti, i giudici avevano condannato i soci a restituire i terreni; decisione confermata in appello. «La coop – viene precisato in Comune – pagava un affitto di 96 euro l'anno per 138 ettari di vigneti. Sette mesi dopo la sentenza, al culmine di un contenzioso durato sette anni, Arzana aveva chiesto la messa in esecuzione del provvedimento». Il sindaco M;elis sottolinea: «La delibera regionale interviene a gamba tesa su una doppia sentenza del tribunale: - è un pericoloso tentativo di risolvere una vertenza già chiusa in sede giudiziale che rischia di aprire numerose istanze in tutto il territorio regionale con la grave conseguenza di un depauperamento dei demani civici. È assurdo che la giunta possa avvantaggiare chi è contrario alla legge, consentendogli di regolarizzare la propria posizione anche senza il consenso del Comune che gestisce terreni di tutti i cittadini». E conclude: «In questo modo la Regionale sta disconoscendo i diritti degli arzanesi ed esponendo gli amministratori locali a una serie di rischi connessi al loro ruolo. Non si può parlare di contrasto agli attentati e poi seminare il campo con micce che aspettano solo di essere accese». (l.cu.)
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