La Nuova Sardegna

Nuoro

Commercio su internet aumentano le imprese

di Valeria Gianoglio
Commercio su internet aumentano le imprese

In un solo anno, tra città e provincia, le attività sono cresciute del 15 per cento Ottanta aziende vendono i loro prodotti online, e per 16 è l’attività prevalente

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NUORO. In un solo anno sono aumentate del 15,9 per cento. Un balzo in avanti che, al di là del freddo dato, racconta meglio di tanti giri di parole che il commercio on line, anche nei confini di Nuoro e provincia, cominci a rappresentare sempre di più un ambito frequentato e considerato di grande interesse. Non lo dice il semplice buonsenso, stavolta, ma un’indagine che il centro studi della Confesercenti ha fatto negli ultimi mesi raccogliendo dati in possesso della Camera di commercio, intervistando le aziende, incrociando i numeri.

Un’analisi accurata, dunque, che rivela una conclusione non certo inaspettata: il commercio on line cresce, e in provincia di Nuoro, cresce anche parecchio. Se nel 2016, infatti, le imprese che vendevano su internet i loro prodotti erano 69, nell’anno trascorso, invece, sono salite a 80. E di queste 80, 16 fanno del commercio on line la loro attività prevalente, mentre le restanti 64 vendono su internet i loro prodotti ma affiancando a questo tipo di vendita una modalità più tradizionale. Le attività che fanno del commercio su internet la loro attività principale sono aumentate del 77 per cento dal 2016 al 2017. E in ogni caso, come spiega il centro studi della Confesercenti, «non si può non sottolineare la buona reazione delle aziende del nostro territorio alle nuove tendenze del mercato. Confrontando, infatti, i dati con quelli del resto d’Italia, si registra una variazione percentuale su base annua della ex provincia di Nuoro quasi doppia rispetto a quella registrata su scala nazionale e di circa tre punti superiore al corrispondente valore della macroarea del sud Italia».

«Questi dati ci consegnano una realtà che sta muovendo in modo deciso i suoi primi passi – spiega il direttore della Confesercenti Sardegna, Gian Battista Piana – assistiamo, insomma, a un dinamismo che ci fa ben sperare. Dobbiamo però rimarcare che la vitalità dei piccoli non basta a “sfondare” un mercato estremamente concentrato. Ricordiamo che siti minori del commercio online, infatti, raccolgono su scala nazionale ancora meno del 5 per cento del totale delle vendite via internet. L’e-commerce, purtroppo, è un settore ad altissimo tasso di competizione in cui trovare uno spazio al di fuori dei grandi marketplace come Amazon ed eBay è molto difficile. A incidere è a nche un dislivello fiscale tra le attività italiane, quindi sarde, e quelle estere operanti nel nostro Paese, che permette a queste ultime di essere più competitive sul fronte dei prezzi».

«L’e-commerce – spiega, dal canto suo, il presidente della Confesercenti Nuoro-Ogliastra, Roberto Cadeddu – potrebbe rappresentare una possibilità in più per molti commercianti ma non può essere considerata la soluzione deinostri problemi. Detto questo, comunque, non possiamo non chiedere a tutela dei nostri comparti, a prescindere da una loro operatività su internet, una maggiore attenzione ad abusivismo e contraffazione che sul web purtroppo sono dilaganti». E proprio il tema del commercio abusivo, e al di fuori di un recinto definito di regole e di annessa tassazione, è del resto una questione sempre aperta, per il settore del commercio che più volte ha sollecitato controlli e sanzioni severe.

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