I parenti: «Siamo preoccupati per il futuro»
I familiari degli anziani: «Ci saremmo aspettati almeno il tempo per decidere se restare o andare via»
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NUORO. «La nostra preoccupazione, adesso, sono i nostri parenti ospiti della struttura. Lo abbiamo spiegato anche sia al presidente del tribunale, sia al sostituto procuratore. Capiamo le esigenze della giustizia, ma chiediamo che capiscano anche le nostre. E in questa vicenda ci saremmo aspettati che almeno sui tempi ci avessero dato il modo di decidere se lasciare i nostri cari o se invece spostarli. In tribunale ci siamo lamentati del fatto che sarebbe stato più opportuno prevedere un periodo di cogestione, tra amministratrice giudiziaria e Rosanna Serra, per rispettare una certa gradualità». Sono ore cariche di incertezza e preoccupazione, quelle trascorse da ieri mattina, dai parenti dei 26 anziani ospiti della casa di riposo di via Aosta.
Ieri, dopo aver ricevuto la notizia, una ristretta delegazione si è diretta verso il Palazzo di giustizia per capire meglio cosa stesse succedendo. «Allo stesso presidente Amato – raccontano – abbiamo raccontato le nostre difficoltà di queste ore: la notizia ci è piovuta addosso da un momento all’altro, mentre avremmo preferito avere quantomeno il tempo per decidere se, in presenza di un cambio ai vertici della residenza, avremmo lasciato comunque lì i nostri cari. E invece questo tempo non ce lo abbiamo avuto. Capiamo le esigenze della giustizia, ma non possiamo dimenticare le nostre e soprattutto quelle dei nostri parenti».
Sono stati anni complicati, del resto, quelli trascorsi anche dai parenti degli anziani ospiti della residenza di via Aosta. Le inchieste, il sequestro iniziale, il dissequestro, le proteste, i processi: per chi ha vissuto dall’interno, e senza colpe, l’intera storia, non è stato facile affrontarne tutti gli aspetti. Ma a segnalare alcuni problemi, all’interno della residenza, nel tempo sono stati anche gli operatori socio-sanitari che ci lavorano: qualche mese fa, ad esempio, aveva denunciato il fatto che avessero stipendi arretrati non ancora pagati. Di chi sia la colpa, per questi debiti, non si sa con certezza. Certo è che l’intera situazione ieri sera è stata affrontata dai parenti degli anziani nel corso di un incontro con la direttrice appena tornata ai vertici di via Aosta, Rosanna Serra. (v.g.)
Ieri, dopo aver ricevuto la notizia, una ristretta delegazione si è diretta verso il Palazzo di giustizia per capire meglio cosa stesse succedendo. «Allo stesso presidente Amato – raccontano – abbiamo raccontato le nostre difficoltà di queste ore: la notizia ci è piovuta addosso da un momento all’altro, mentre avremmo preferito avere quantomeno il tempo per decidere se, in presenza di un cambio ai vertici della residenza, avremmo lasciato comunque lì i nostri cari. E invece questo tempo non ce lo abbiamo avuto. Capiamo le esigenze della giustizia, ma non possiamo dimenticare le nostre e soprattutto quelle dei nostri parenti».
Sono stati anni complicati, del resto, quelli trascorsi anche dai parenti degli anziani ospiti della residenza di via Aosta. Le inchieste, il sequestro iniziale, il dissequestro, le proteste, i processi: per chi ha vissuto dall’interno, e senza colpe, l’intera storia, non è stato facile affrontarne tutti gli aspetti. Ma a segnalare alcuni problemi, all’interno della residenza, nel tempo sono stati anche gli operatori socio-sanitari che ci lavorano: qualche mese fa, ad esempio, aveva denunciato il fatto che avessero stipendi arretrati non ancora pagati. Di chi sia la colpa, per questi debiti, non si sa con certezza. Certo è che l’intera situazione ieri sera è stata affrontata dai parenti degli anziani nel corso di un incontro con la direttrice appena tornata ai vertici di via Aosta, Rosanna Serra. (v.g.)
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