La Nuova Sardegna

Nuoro

«Regione e sindacati remano contro gli operai di Forestas»

di Francesco Pirisi
«Regione e sindacati remano contro gli operai di Forestas»

Il consigliere di Liberi e Uguali chiede la regolarizzazione Sulas: «Un passo obbligato per i diritti di 1250 lavoratori»

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NUORO. Il consigliere comunale Tore Sulas interviene sul futuro contrattuale dei dipendenti dell’agenzia Forestas, ancora incerto se continuerà a essere di lavoratori idraulico-forestali (almeno per gli operai) oppure di dipendenti regionali. Incertezza nata nel momento in cui l’ente Foreste si è trasformato in agenzia e, quindi, inserita in maniera organica nella Regione. In attesa di conoscere il loro destino, ci sono seimila lavoratori, dei quali 1250 appartenenti alla sede di Nuoro.

Per il consigliere comunale nuorese la strada non può che essere quella della regionalizzazione: «Gli operai da due anni a questa parte rivendicano il diritto sacrosanto di vedersi riconosciuta la propria mansione all'interno di un regime contrattuale a tutti gli effetti regionale. Ma, quantunque la cosa risulti incredibile, continuano a essere sotto un contratto da braccianti agricoli. Disciplina – aggiunge Sulas – che anche l’Inps ha ritenuto non potesse considerarsi valida». L’intervento correttivo da parte della Regione è quindi per Sulas inderogabile: «Si tratta di applicare un contratto dove le qualifiche siano attinenti alle mansioni svolte dagli operai. Oggi, infatti, ci si trova davanti a casi nei quali un autista o un operaio che occupa determinate mansioni non possa svolgere il lavoro relativo alla sua specializzazione in quanto non gli viene riconosciuta la mansione stessa».

Le accuse di Tore Sulas non si fermano all’amministrazione regionale e vanno a colpire anche l’azione dei sindacati: «Alcuni di essi da troppo tempo ne limitano i diritti, non affiancandone la giusta azione dei lavoratori e mantenendo in stallo la situazione anomala, con proposte fuori da ogni logica, a iniziare dal contratto privatistico, decisamente da scartare». La vertenza dei lavoratori di Forestas va avanti dall’anno passato. Tra gli obiettivi il riconoscimento delle mansioni superiori svolte da operai e impiegati per diversi anni, anche per coprire i vuoti in alcuni settori del vecchio ente Foreste. Ma la posta in gioco più alta, come rilevato dall’esponente politico di “Liberi e Uguali”, è la scelta dell’inquadramento. Di per sé assodato per gli impiegati, divenuti pubblici dipendenti con la nascita dell’agenzia. Meno scontato per gli operai, anche per la difficoltà di armonizzare il vecchio profilo privatistico (con le graduazioni di livelli e mansioni) con quello regionale, dove per gli operai è prevista una sola categoria, a prescindere se si è “generici” o specializzati. Questione sollevata proprio dai sindacati confederali di Cgil, Cisl e Uil, prima di andare con tranquillità verso un cambio di collocazione per le vecchie maestranze delle foreste sarde. Oggi, però, un passo obbligatorio, per il consigliere Sulas, anche perché la stagnazione «determina danni incalcolabili nell’opera di tutela del territorio».

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