l’inchiesta
Rissa alle Cortes, i 31 indagati di Orune pronti a difendersi
di Luca Urgu
NUORO. Rissa a “Cortes apertas” di Orune: tutti i 31 indagati hanno ricevuto l’avviso conclusione indagini da almeno una settimana. Un passaggio se non atteso quasi scontato dopo che le loro...
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NUORO. Rissa a “Cortes apertas” di Orune: tutti i 31 indagati hanno ricevuto l’avviso conclusione indagini da almeno una settimana. Un passaggio se non atteso quasi scontato dopo che le loro dichiarazioni erano state ritenute dagli inquirenti lacunose e false. Tanto che il pm ha formulato nei loro confronti la contestazione di favoreggiamento personale a vantaggio dei due presunti autori degli omicidi di Gianluca Monni e Stefano Masala. Le dichiarazioni reticenti e le omissioni degli orunesi (circa la metà sono donne) presenti nella sala dove avvenne la rissa tra Enrico Pinna e Gianluca Monni, episodio che viene individuato come il movente del delitto dello studente, hanno lasciato il segno a quasi tre anni da quei fatti. Per gli inquirenti questo modus operandi di gruppo avrebbe di fatto contribuito ad eludere le indagini in un momento particolarmente importante dell’inchiesta, poi invece approdata comunque ad individuare ed arrestare i due presunti autori. In questi giorni tutti gli indagati hanno nominato un proprio legale di fiducia, alcuni avrebbero anche già chiesto un incontro al pm per chiarire una serie di dettagli della propria posizione in merito ovviamente alle contestazioni che gli sono mosse. La speranza di tutti è che anche la Procura torni sui propri passi magari con un’archiviazione del fascicolo nei confronti degli indagati prima che si arrivi alla fissazione dell’udienza preliminare. Ad oggi comunque – questa assieme alle altre – rimane soltanto una delle varie ipotesi in campo. L’unica certezza è che l’indagine è a tutti gli effetti chiusa. E se nel frattempo non dovessero intervenire delle novità di rilievo per tutti o quasi ci sarà un processo. In pratica secondo l’ipotesi accusatoria i 31 indagati pur essendo nella sala dove avvenne la rissa di Cortes apertas evitarono di dire con certezza chi fosse realmente presente quella sera ai militari che li sentirono a verbale dopo l’omicidio dello studente Gianluca Monni, ucciso a pochi metri dalla sua abitazione da un commando di due persone la mattina dell’8 maggio di due anni fa.
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