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Rogo all’isola ecologica: «Servono più controlli»

di Sergio Secci
Rogo all’isola ecologica: «Servono più controlli»

Siniscola, dopo l’attentato ai mezzi della San Germano si riparla di sicurezza L’assessore: «La zona industriale è in abbandono ma non possiamo fare nulla»

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SINISCOLA. A 48 ore di distanza dal rogo che ha distrutto i quattro grossi compattatori della Derichebourg San Germano, sembrano esserci ormai pochi dubbi sulla dolosità dell’incendio. Le indagini aperte nell’immediatezza dei fatti dai carabinieri della compagnia di Siniscola, puntano a far luce sull’episodio e a trovare il movente che possa aver armato la mano degli attentatori che, secondo le prime ricostruzioni effettuate dai vigili del fuoco giunti in forze da Siniscola e Nuoro, avrebbero usato del liquido infiammabile per alimentare le fiamme. L’innesco sarebbe stato appiccato nella parte anteriore dei mezzi e le fiamme si sarebbero quindi propagate al resto dei veicoli distruggendoli.

L’attentatore che potrebbe anche aver agito da solo, non ha avuto nessuna difficoltà a raggiungere l’area incustodita e priva di telecamere, dare fuoco ai grossi veicoli e allontanarsi indisturbato. È proprio sulla questione sicurezza si discuteva ieri in città: da tempo gli amministratori baroniesi, anche a seguito delle minacce contro il sindaco, il finto attentato contro il palazzo comunale e l’incendio appiccato alla casa di campagna dei familiari dell’assessore Angela Bulla, chiedono maggiore attenzione.

«Riguardo alla sicurezza della zona industriale sappiamo bene in che condizioni si trovi – spiega l’assessore comunale Paola Fadda – Tutta l’area è in abbandono ma noi, non possiamo effettuare alcun intervento prima che si concluda l’iter per il passaggio dell’intera superficie all’amministrazione comunale». Fadda che ha anche recentemente sentito l’assessore regionale all’Industria, Maria Grazia Piras, spera in una rapida conclusione della trattativa che porterà la Zir ad essere interamente gestita dal Comune. A lamentarsi dell’abbandono di quella che sino agli anni Novanta era il volano occupazionale dell’intera Baronia sono anche i pochi imprenditori rimasti.

«La zona industriale è ormai diventata terra di nessuno – dice, infatti, uno di questi che preferisce però non esporsi in prima persona – I piccoli furti ormai non vengono neanche più denunciati, ma negli ultimi anni è sparito di tutto: dalle condotte in rame, ai tombini stradali fino alla merce custodita all’interno delle aziende. Chi può – aggiunge – ha istallato sistemi di allarme con lo scopo di dissuadere i malintenzionati ma occorrono interventi radicali, vigilanza notturna e telecamere che presidino le strade di accesso».

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