Lula, la rivolta dei forestali «Cantiere discriminato»
di Bernardo Asproni
Il paese escluso dalle selezioni per qualificare diversi dipendenti in tutta l’isola Gaddone (Fai-Cisl): così si fanno figli e figliastri, pronti a scendere in piazza
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LULA. Nei cantieri forestali di Lula permane un forte stato di malessere. Pronti a proclamare lo stato di agitazione e levare gli scudi per quella che la Fai Cisl ritiene «l’ennesima discriminazione perpetrata a loro danno, per le ultime decisioni riguardanti le selezioni per qualificare diversi dipendenti nei cantieri di tutta la Sardegna». Il sindacato, e questo rende forte il movimento di lotta che sta per prendere corpo, «è schierato a sostegno di una giusta causa», dopo essere venuto a conoscenza che nel cantiere di Lula non sono previste selezioni pur avendo un esiguo numero di qualificati (due autisti di 3° livello e due lavoratori di 2° livello), da tener conto che i primi due vengono utilizzati in via straordinaria come capisquadra, di cui uno è prossimo alla pensione. «Quindi – sostiene il coordinatore della Fai Cils di Nuoro Nicolino Gaddone –, l’eseguità rischia di essere ancora più esigua e gli altri due sono stati come la gran parte dei forestali sardi utilizzati per anni con ammissioni superiori oltre ogni limiti di decenza».
Quello di Lula è un cantiere di 70 dipendenti, eppure la richiesta di personale qualificato fatta dal direttore dei lavori non è passata. «Non si capisce il diniego totale nei confronti di questo sito. A chi giova tutto questo?» è l’interrogativo di Gaddone. E aggiunge una riflessione: «Se questo cantiere avesse dalla nascita dell’Ente foreste in poi qualche privilegio rispetto agli altri l’avremo anche capito, purtroppo invece altri cantieri che hanno avuto selezioni in passato qualche piccolo risultato, pur non esaustivo, anche loro lo stanno ottenendo, Lula invece è destinata ancora una volta a essere messa da parte». Ma il grido di dolore pare venga da altre parti.
Lo rileva lo stesso Gaddone: «Nel mentre che parliamo di protesta, ci comunicano che anche in altri cantieri ci sono condizioni simili e, pertanto, nei prossimi giorni ci vedremo costretti a far fronte unico, se non mutano le attuali condizioni». Il sindacato ritiene che le scelte dell’Agenzia Forestas devono essere eque in tutti i cantieri della Sardegna, sottolineando che «un comportamento come questo fa pensare solo quelli che hanno qualche Santo in paradiso».
Con fermezza Gaddone tiene a sottolineare che «non avallerà mai una proposta di selezione discriminatoria e clientelare come quella presentata fino ad oggi e sarà vicino ai lavoratori di Lula e di altri cantieri discriminati, con le varie forme di protesta che verranno concordate con il sindacato confederale per far si che l’Agenzia Forestas faccia un passo indietro, come le logiche di buon senso impongono».
Ha commentato un operaio: «Sono riflessioni e considerazioni giuste, seppure amare. Il guanto è stato lanciato. Si attende una risposta nel segno dell’equità e della giustizia. Col sindacato in prima linea, non abbiamo motivo di fermarci e attendere il nulla».
Quello di Lula è un cantiere di 70 dipendenti, eppure la richiesta di personale qualificato fatta dal direttore dei lavori non è passata. «Non si capisce il diniego totale nei confronti di questo sito. A chi giova tutto questo?» è l’interrogativo di Gaddone. E aggiunge una riflessione: «Se questo cantiere avesse dalla nascita dell’Ente foreste in poi qualche privilegio rispetto agli altri l’avremo anche capito, purtroppo invece altri cantieri che hanno avuto selezioni in passato qualche piccolo risultato, pur non esaustivo, anche loro lo stanno ottenendo, Lula invece è destinata ancora una volta a essere messa da parte». Ma il grido di dolore pare venga da altre parti.
Lo rileva lo stesso Gaddone: «Nel mentre che parliamo di protesta, ci comunicano che anche in altri cantieri ci sono condizioni simili e, pertanto, nei prossimi giorni ci vedremo costretti a far fronte unico, se non mutano le attuali condizioni». Il sindacato ritiene che le scelte dell’Agenzia Forestas devono essere eque in tutti i cantieri della Sardegna, sottolineando che «un comportamento come questo fa pensare solo quelli che hanno qualche Santo in paradiso».
Con fermezza Gaddone tiene a sottolineare che «non avallerà mai una proposta di selezione discriminatoria e clientelare come quella presentata fino ad oggi e sarà vicino ai lavoratori di Lula e di altri cantieri discriminati, con le varie forme di protesta che verranno concordate con il sindacato confederale per far si che l’Agenzia Forestas faccia un passo indietro, come le logiche di buon senso impongono».
Ha commentato un operaio: «Sono riflessioni e considerazioni giuste, seppure amare. Il guanto è stato lanciato. Si attende una risposta nel segno dell’equità e della giustizia. Col sindacato in prima linea, non abbiamo motivo di fermarci e attendere il nulla».
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