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Nuoro

I pescatori si ribellano: la burocrazia ci penalizza

di Sergio Secci
I pescatori si ribellano: la burocrazia ci penalizza

Siniscola, la categoria insorge e chiede norme a tutela della piccola pesca Francesco Loi, operatore della Caletta: «È tutto a favore dei grandi armatori»

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SINISCOLA. Riordino del settore pesca e incentivi per i pescatori che utilizzano mezzi tradizionali e poco invasivi come nasse e reti. Dalla frazione della Caletta, arriva un appello ai politici regionali per rivedere i meccanismi comunitari che agevolano i pescatori dei mari del nord e penalizzano pesantemente tutti i piccoli operatori. «Una delle più grandi assurdità – dice Francesco Loi comandante della motonave Pellicano – È che per la tracciatura del pescato vi è l’obbligo dell’istallazione del logbook, il giornale di bordo per le barche di lunghezza superiore a dieci metri. Vale a dire che se invece uno ha un imbarcazione di 9 metri e novanta, non deve sottoporsi a tutti gli adempimenti previsti dalla legge risparmiando un sacco di tempo e fatica. Sono leggi che non trovano nessun riscontro pratico – prosegue il pescatore – studiate per chi sta in mare dei giorni. Noi usciamo la notte e al mattino siamo già in porto, perché non possiamo compilarci i documenti appena sbarcati anziché in mare? È che assieme alle problemi del caro gasolio, dei danni causati dai delfini e dall’impoverimento delle risorse stanno portando la nostra categoria al collasso. So che alcuni colleghi hanno messo in vendita le barche perché non riescono più a tirare avanti – dice ancora – Qui, o la politica regionale e in particolare l’assessorato all’Agricoltura competente anche per la pesca si dà una mossa, o rischiamo di andarcene tutti a spasso. Ecco perché chiediamo innanzitutto che non sia più consentito di avere due licenze per barca, ovvero chi pratica lo strascico, non deve poi andare nei periodi di fermo a mettere palamiti e reti. Che si sblocchino i fondi Feap e che si renda più agevole la procedura per accedere al credito, con la vecchia legge 28 era infatti più semplice sfruttare le risorse per cambiare motori, acquistare reti e altro materiale. Dei due milioni promessi poi per la pesca se ne sono perse le tracce. Sappiamo che anche nelle altre marinerie la situazione è difficile, il 30% dei piccoli pescatori in Sardegna rischia di scomparire se il settore non potrà godere di agevolazioni. La legge comunitaria – conclude Francesco Loi – sembra essere studiata apposta per i grandi armatori, per i piccoli solo briciole e pesanti sanzioni se non si rispettano i dettami della burocrazia. Vogliamo più consigli e meno controlli perchè sembra quasi che ci sia un accanimento contro di noi».

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