La Nuova Sardegna

Nuoro

Allevatori contro la Regione Sotto tiro le tariffe veterinarie

di Giovanni Melis
Allevatori contro la Regione Sotto tiro le tariffe veterinarie

D’ora in poi ogni prestazione ai privati dovrà essere pagata. Operatori in rivolta da Desulo a Orune Accuse anche all’assessorato all’Agricoltura che vorrebbe rimodulare i fondi per il Psr 2014-2020

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DESULO. Mondo dell’agricoltura in agitazione dopo le ultime novità arrivate dalla Regione. Sotto tiro le nuove determinazioni dell’assessorato all’Agricoltura che intenderebbe chiedere la revisione del Psr, con una diversa ripartizione dei fondi destinati alle indennità compensative. D’altro lato, vengono contestati i contenuti della recente delibera di giunta regionale n. 8/36 del febbraio scorso, nel cui allegato 2 è contenuto il tariffario unico per le prestazioni rese ai privati dal servizio veterinario di igiene e sanità. Il sistema sanitario regionale ha infatti delle nuove tariffe che stanno creando non poco malumore nella categoria. Il nuovo tariffario, infatti, prevede il pagamento di ogni prestazione. Da cifre di 90 euro, oltre cassa previdenziale, per gli accertamenti di idoneità di allevamenti, stalle di sosta e altri impianti adibiti a ricoveri, ai 160 euro per le autorizzazioni di impianto di sperimentazione animale. Per ogni esposizione o fiera o mercati, la prestazione di sorveglianza veterinaria si pagherà 200 euro; 350 per ogni vigilanza su manifestazioni equestri fuori da percorsi autorizzati.

Un tariffario di tutto punto che sta facendo salire la protesta degli allevatori, che chiedono chiarimenti all’assessore regionale alla Sanità. «Non abbiamo nulla contro i veterinari – è scritto in un documento sottoscritto da decine di allevatori di Desulo, Fonni, Gavoi, Sarule, Orune, Bitti, Ollolai – ma contro una Regione che non fa altro che individuare balzelli per il settore agropastorale. E dall’altro lato vuole cancellare gli aiuti di settore, con promesse mai mantenute e pesanti aggravamenti di istruttoria per beneficiare delle provvidenze». Sul fronte Psr (ilpiano di sviluppo rurale), invece, il comitato spontaneo degli allevatori sardi, che ha riunito allevatori ovini, bovini, caprini e suini, critica anche la decisione della Regione di rimodulare il Psr 2014-2020. «La Regione – dice Francesco Gioi, vice sindaco di Desulo – da un lato promette una più equa distribuzione dei fondi e dall’altro vuole ridurre le indennità compensative a favore dell’aumento dei fondi da destinare ai primi insediamenti in agricoltura. Anziché individuare ulteriori forme di finanziamento, si scatena la guerra tra poveri, andando a incidere agli aiuti nelle zone più povere come quelle interne».

Sotto accusa anche Legacoop, favorevole, secondo gli allevatori, al progetto assessoriale, con riferimento ai progetti integrati di filiera. «Solo Coldiretti – è scritto ancora nel documento degli allevatori – si è dissociata da questo disegno che prevede erogazioni di fondi soltanto a imprese agricole con 500mila euro di fatturato. Ci sono soltanto due o tre imprese in queste condizioni nell’intera provincia di Nuoro, con gravissimo danno alle piccole aziende, che si vedrebbero privati di aiuti».

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