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l’iniziativa 

Una raccolta di fondi su internet

NUORO. Non è facile fare teatro, a Nuoro, e soprattutto averne uno così spazioso come quello sotto la chiesa di San Giuseppe, che Bocheteatro ha in gestione per dieci anni. «Non è facile – racconta...

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NUORO. Non è facile fare teatro, a Nuoro, e soprattutto averne uno così spazioso come quello sotto la chiesa di San Giuseppe, che Bocheteatro ha in gestione per dieci anni. «Non è facile – racconta Monica Corimbi – perché i costi sono elevati ma anche perché alla fine il pubblico che segue la cultura è sempre o quasi lo stesso. Nuoro offre tanto, dal punto di vista dell’offerta culturale, ma molti preferiscono ripetere che a Nuoro non c’è e non si fa niente. E invece noi, come altri, facciamo tanto, solo che non sempre le persone ci seguono. Ma noi siamo aperti anche alle proposte di associazioni, di gruppi, di giovani: vorremmo che, oltre ai nostri spettacoli, il teatro di via Trieste diventasse uno spazio aperto ad altri appuntamenti o iniziative di diverso genere. Dibattiti, musica, ».

La nota dolente, aggiunge Giovanni Carroni, sono i costi di gestione: «Anche solo accendere la luce e riscaldare la sala per un’ora, costa 35 euro. Ma questo è solo un esempio. E dal momento che facciamo tutto senza il sostegno di enti, né della Regione, siamo sempre più a rischio chiusura. Il nostro progetto più vicino e urgente, adesso, è quello di restare aperti, quello di riuscire a tenere questo spazio vivo e funzionante».

Proprio per evitare lo stop, in queste ultime settimane, Bocheteatro ha avviato una raccolta fondi on line, un vero e proprio “crowdfunding” attraverso il sito internet della compagnia teatrale, per poter quantomeno acquistare l’attrezzatura scenica che manca alla struttura di via Trieste come un nuovo proiettore, ma anche tavoli da lavoro e altri oggetti che a Monica Corimbi, in particolare, potrebbero rivelarsi utili e preziosi per i corsi e gli spettacoli destinati al pubblico più giovane. «Abbiamo bisogno di diverse cose – spiega – per questo chiediamo alla gente di venire ai nostri spettacoli e di venire anche a proporci nuovi utilizzi per la sala. Davvero vorremmo che fosse un luogo vivo e aperto, ma abbiamo bisogno del sostegno di tutti». (v.g.)

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