La Regione riconosce l’Osservatorio contro il bullismo
di Stefania Vatieri
Dopo dieci anni di vita in arrivo fondi per 22mila euro L’assessore Dessena: «Un punto di riferimento nazionale»
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NUORO. Il "Nodo blu", simbolo della lotta contro il bullismo, è stato stretto ieri mattina quando dallo spazio giovani di via Calamida sono state annunciate le future azioni che l’Osservatorio territoriale sul bullismo metterà in campo nei prossimi anni grazie a un finanziamento regionale di 22mila euro. Una boccata di ossigeno che vede per la prima volta in dieci anni la Regione al fianco dell'Osservatorio, grazie soprattutto all'impegno dell'assessorato regionale della Pubblica Istruzione, guidato da Giuseppe Dessena, che qualche mese fa ha destinato la somma all'organismo, primo a livello nazionale e unico riconosciuto istituzionalmente, creato con l'adesione di Questura, ex Azienda sanitaria locale, Comune, Centro di giustizia minorile regionale e Provincia di Nuoro.
«È un momento storico per l'Osservatorio – commenta durante l'incontro Gianfranco Oppo, vice coordinatore dell'Otb –. Il finanziamento rappresenta un primo riconoscimento di merito dell'attività che da ben dieci anni portiamo avanti in un territorio che fino a qualche anno fa potevamo definire la "capitale" del bullismo. La giornata di oggi traccia il solco per future e proficue collaborazioni con la Regione che fino ad oggi non aveva mai sostenuto economicamente l'attività da noi svolta».
Il mandato, come sottolineato dallo stesso assessore all'Istruzione Giuseppe Dessena nel corso dell'incontro, è promuovere attività di formazione nelle scuole contro il fenomeno del bullismo e del cyber bullismo. Quest’ultimo più temibile e diffuso rispetto al primo per via dell’allargamento degli utenti del web, popolato soprattutto dai ragazzi. «Un problema che trova terreno fertile prima di tutto nelle scuole, dalle elementari fino alle superiori – dice l’assessore regionale all'Istruzione – . È per questo che l'attenzione da parte dell’assessorato si è focalizzata sulle scuole, affinché le risorse finanziate vengano utilizzate per lo sviluppo di progetti all'interno degli istituti cittadini, troppo spesso protagonisti di tristi fatti di cronaca legati al bullismo». Le linee di indirizzo di un fenomeno in costante crescita le traccia invece Giuseppe Ticli, ispettore capo della questura di Nuoro, che sottolinea l'importanza di «scardinare l'isolamento tra i giovani, perché è uno degli aspetti più pericolosi del bullismo».
L'idea progettuale, la cui durata abbraccerà l'anno scolastico 2017/2018, si svilupperà su tre linee che rispondono alle buone prassi maturate dall'Osservatorio. «La prima riguarderà l'implementazione di uno sportello online con finalità di consulenza e attività formative-educative – spiega Oppo –. Lo sportello avrà un accesso dedicato agli studenti con una sezione riservata a docenti e genitori. La seconda azione vedrà la messa in campo di uno sportello di ascolto dal vivo, aperto ai ragazzi, ai genitori, ai docenti ma anche agli operatori del sociale – prosegue l'esperto in dinamiche giovanili –. Infine la terza linea d'intervento che prevederà laboratori di intelligenza emotiva rivolti agli studenti delle scuole medie».
Dall'ultima indagine effettuata dall'Otb infatti è emerso che alle elementari il 24,3% dei bambini è stato vittimizzata attraverso insulti, minacce, maldicenze con il cellulare. Il 19 per cento attraverso internet. I dati sono più allarmanti nelle scuole medie dove prevale l'utilizzo dei social. Il problema in questa fascia d'età tocca punte di un caso ogni quattro studenti. Alle superiori il fenomeno scende di qualche punto percentuale, attestandosi al 18,8 per cento, ma diventa più insidioso e specializzato.
All'incontro hanno partecipato anche il sindaco Andrea Soddu, il direttore del servizio di Pediatria di comunità dell'Assl nuorese Antonio Fadda, Bonaria Sini rappresentante dell'Ufficio scolastico provinciale e Giampaolo Cassitta direttore del centro regionale di Giustizia minorile.
«È un momento storico per l'Osservatorio – commenta durante l'incontro Gianfranco Oppo, vice coordinatore dell'Otb –. Il finanziamento rappresenta un primo riconoscimento di merito dell'attività che da ben dieci anni portiamo avanti in un territorio che fino a qualche anno fa potevamo definire la "capitale" del bullismo. La giornata di oggi traccia il solco per future e proficue collaborazioni con la Regione che fino ad oggi non aveva mai sostenuto economicamente l'attività da noi svolta».
Il mandato, come sottolineato dallo stesso assessore all'Istruzione Giuseppe Dessena nel corso dell'incontro, è promuovere attività di formazione nelle scuole contro il fenomeno del bullismo e del cyber bullismo. Quest’ultimo più temibile e diffuso rispetto al primo per via dell’allargamento degli utenti del web, popolato soprattutto dai ragazzi. «Un problema che trova terreno fertile prima di tutto nelle scuole, dalle elementari fino alle superiori – dice l’assessore regionale all'Istruzione – . È per questo che l'attenzione da parte dell’assessorato si è focalizzata sulle scuole, affinché le risorse finanziate vengano utilizzate per lo sviluppo di progetti all'interno degli istituti cittadini, troppo spesso protagonisti di tristi fatti di cronaca legati al bullismo». Le linee di indirizzo di un fenomeno in costante crescita le traccia invece Giuseppe Ticli, ispettore capo della questura di Nuoro, che sottolinea l'importanza di «scardinare l'isolamento tra i giovani, perché è uno degli aspetti più pericolosi del bullismo».
L'idea progettuale, la cui durata abbraccerà l'anno scolastico 2017/2018, si svilupperà su tre linee che rispondono alle buone prassi maturate dall'Osservatorio. «La prima riguarderà l'implementazione di uno sportello online con finalità di consulenza e attività formative-educative – spiega Oppo –. Lo sportello avrà un accesso dedicato agli studenti con una sezione riservata a docenti e genitori. La seconda azione vedrà la messa in campo di uno sportello di ascolto dal vivo, aperto ai ragazzi, ai genitori, ai docenti ma anche agli operatori del sociale – prosegue l'esperto in dinamiche giovanili –. Infine la terza linea d'intervento che prevederà laboratori di intelligenza emotiva rivolti agli studenti delle scuole medie».
Dall'ultima indagine effettuata dall'Otb infatti è emerso che alle elementari il 24,3% dei bambini è stato vittimizzata attraverso insulti, minacce, maldicenze con il cellulare. Il 19 per cento attraverso internet. I dati sono più allarmanti nelle scuole medie dove prevale l'utilizzo dei social. Il problema in questa fascia d'età tocca punte di un caso ogni quattro studenti. Alle superiori il fenomeno scende di qualche punto percentuale, attestandosi al 18,8 per cento, ma diventa più insidioso e specializzato.
All'incontro hanno partecipato anche il sindaco Andrea Soddu, il direttore del servizio di Pediatria di comunità dell'Assl nuorese Antonio Fadda, Bonaria Sini rappresentante dell'Ufficio scolastico provinciale e Giampaolo Cassitta direttore del centro regionale di Giustizia minorile.
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