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Movimento agricolo: «L’assessore Caria dia risposte chiare»

di Giovanni Melis

DESULO. Prosegue la protesta del movimento agricolo sardo, insieme di allevatori nato inizialmente dal malcontento creato dall’attuale giunta regionale nel settore bovino, totalmente escluso dai...

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DESULO. Prosegue la protesta del movimento agricolo sardo, insieme di allevatori nato inizialmente dal malcontento creato dall’attuale giunta regionale nel settore bovino, totalmente escluso dai contributi per i danni causati dalla siccità. Al gruppo si stanno unendo altri allevatori e agricoltori per fare massa critica e rivendicare, presso la Regione, una maggiore attenzione per il comparto zootecnico per i tanti problemi che li accomuna.

Oggetto del contendere sono le statuizioni dell’assessorato all’agricoltura, al quale era stato chiesto il pagamento delle indennità per la siccità, l’immediato avvio dei pagamenti dei premi comunitari degli anni pregressi, i cui ritardi stanno seriamente incidendo negativamente su tutte le aziende.

In una nota, sottoscritta da venti appartenenti al movimento viene evidenziato come «dopo la riunione del 3 marzo scorso, sul piano di sviluppo rurale 2014- 2010 l’assessore Caria ha cambiato le carte in tavola, puntando alla rimodulazione del Psr 2014/2020, cercando di compensare il deficit finanziario per i progetto di imprenditoria giovanile, misura 4, con l’utilizzo di fondi della misura 13, relativi all’indennità compensativa». Il movimento e qualche amministratore comunale chiedono chiarezza sul punto.

«Non siamo contro i giovani imprenditori – spiega il vice sindaco desulese Francesco Gioi – anzi ben vengano i nuovi insediamenti in agricoltura. Ma l’assessore deve trovare soluzioni compatibili con la sopravvivenza delle aziende svantaggiate. Perequando i fondi si creano solo disagi, creando inutili malumori nel mondo delle campagne». Con riguardo ai Piani integrati di filiera il movimento segnala come gli orientamenti “vanno ad appannaggio delle grandi aziende, tagliando fuori le piccole realtà produttive».

Il movimento agricolo chiede l’intervento dell’intero consiglio regionale perché «ascolti la voce di chi vive in prima persona il mondo delle campagne, conoscendo i problemi del settore. Se l’assessore non è in grado di fare fronte a queste situazioni si dimetta immediatamente».

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