La Nuova Sardegna

Nuoro

I maestri del ferro alla conquista dell’estero

di Michela Columbu
I maestri del ferro alla conquista dell’estero

Gli artisti di Sarule, Orani e Ollolai tra i protagonisti di una iniziativa promossa da Confartigianato

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SARULE. Da oggi a domani le imprese artigiane AV Metal di Alessio e Antonello Vilia di Sarule e quella di Roberto Ziranu di Nuoro, i primi di Sarule e il secondo oranese, specializzati entrambi nella lavorazione del ferro assieme alla Falegnameria Bussu, impresari originari di Ollolai ma con azienda a Sassari, assieme ad altre 22 imprese artigiane della Sardegna e dell'Abruzzo incontreranno 14 buyer provenienti da Stati Uniti, Germania, Bulgaria e Polonia. Si tratta di un progetto di Confartigianato Sardegna che coinvolge aziende che producono mobili e arredi, tessuti e tappeti, ceramiche artistiche, sughero, ferro, pietre, legno e vetro lavorato ma anche di forni a legna e di altre lavorazioni artistiche. Ad ospitare l'evento saranno i locali del Museo Diocesano Arborense. «Saranno 10 ore di incontri e 144 contrattazioni business to business tra produttori e compratori - spiegano da Confartigianato Sardegna - interior designer e rivenditori esteri, sarà una vera e propria “vetrina” di presentazione dei prodotti “Made in Sud” verso i mercati internazionali interessati. L’incoming sardo, organizzato dall’Ice-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane in collaborazione con Confartigianato, nell’ambito del Piano Export Sud 2, attività a favore delle Pmi delle Regioni del Mezzogiorno, ha l’obiettivo di sviluppare e consolidare la conoscenza della realtà produttiva di Arredo e Complementi del meridione e di favorire il processo di internazionalizzazione delle piccole e medie imprese del settore». Grande soddisfazione da parte degli artigiani barbaricini. «Si tratta di un evento di spessore che ci aprirà grandi opportunità economiche e verso il quale riponiamo grandi aspettative» commenta Antonello Vilia titolare dell'aziende sarulese con il fratello Alessio. «Per le circa 2000 imprese e oltre 3.000 dipendenti, di cui 114 aziende che fabbricano prodotti in ceramica di uso domestico e ornamentale, la via maestra in tempo di crisi è ormai quella dei mercati stranieri – commentano ancora dall'associazione regionale – dove a fare la parte del leone ci sono non solo i mercati dell’arredo domestico, ma anche e soprattutto quelli di alberghi e negozi che richiedono elementi di gusto raffinato sia in fatto di finiture che di illuminazione tecnica e prodotti di gamma».

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