posada
Ricorso anti Puc: stop del Tar
Il tribunale respinge la richiesta della proprietaria di un terreno
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POSADA. È stato respinto dal tribunale amministrativo regionale un altro ricorso per l’annullamento del piano urbanistico comunale presentato da una proprietaria terriera di Posada. Comune e Regione si erano costituiti i giudizio e il Tar, dopo l’esame della documentazione che ha portato all’approvazione dello strumento urbanistico, ha riconosciuto la validità degli atti redatti secondo le direttive del Ppr.
Secondo la ricorrente che ha dei terreni nella località di careddu, a monte della statale nei pressi di Orvile, alcuni consiglieri comunali e gli stessi responsabili degli uffici che hanno provveduto alla redazione del piano, si sarebbero trovati in situazioni di incompatibilità in quanto proprietari o parenti entro il quarto grado di aree rientranti nel piano urbanistico comunale. Contestato tra gli altri anche la cancellazione delle zone F e una permuta con il comune di San Teodoro nella zona di Montelongu. Secondo la seconda sezione del tribunale amministrativo, il ricorso presentato è però inammissibile perché il piano urbanistico comunale sarebbe stato esaminato per comparti proprio per evitare che i consiglieri si trovassero nella possibilità di esaminare stralci territoriali di proprietà di congiunti.
Una prassi seguita in tutti i piccoli comuni visto che altrimenti, seguendo un altro percorso, non ci sarebbe la possibilità di approvare il documento di programmazione territoriale.
Il tribunale amministrativo regionale ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese di giudizio per complessivi quattromila euro da rifondersi equamente tra amministrazione comunale di Posada e Regione.
Questo era il quarto esposto presentato contro l’approvazione del piano urbanistico di Posada.
Gli altri ricorsi sono stati però ritirati prima di arrivare sulle scrivanie dei giudici e pertanto, quelle vicende, si sono concluse quasi sul nascere senza arrivare alla decisione di un giudice. (s.s.)
Secondo la ricorrente che ha dei terreni nella località di careddu, a monte della statale nei pressi di Orvile, alcuni consiglieri comunali e gli stessi responsabili degli uffici che hanno provveduto alla redazione del piano, si sarebbero trovati in situazioni di incompatibilità in quanto proprietari o parenti entro il quarto grado di aree rientranti nel piano urbanistico comunale. Contestato tra gli altri anche la cancellazione delle zone F e una permuta con il comune di San Teodoro nella zona di Montelongu. Secondo la seconda sezione del tribunale amministrativo, il ricorso presentato è però inammissibile perché il piano urbanistico comunale sarebbe stato esaminato per comparti proprio per evitare che i consiglieri si trovassero nella possibilità di esaminare stralci territoriali di proprietà di congiunti.
Una prassi seguita in tutti i piccoli comuni visto che altrimenti, seguendo un altro percorso, non ci sarebbe la possibilità di approvare il documento di programmazione territoriale.
Il tribunale amministrativo regionale ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese di giudizio per complessivi quattromila euro da rifondersi equamente tra amministrazione comunale di Posada e Regione.
Questo era il quarto esposto presentato contro l’approvazione del piano urbanistico di Posada.
Gli altri ricorsi sono stati però ritirati prima di arrivare sulle scrivanie dei giudici e pertanto, quelle vicende, si sono concluse quasi sul nascere senza arrivare alla decisione di un giudice. (s.s.)
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