Un “Urban center” al centro polifunzionale
Il vice sindaco chiede aiuto alla Regione per aprire al pubblico un’incompiuta simbolo della città
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NUORO. Il centro polifunzionale di via Roma potrebbe riaprire le porte grazie a un accordo con la Regione. Dentro a esso un budget da utilizzare per gestire la struttura, realizzata da quasi 20 anni ma sinora utilizzata in rare occasioni. L’argomento è stato al centro di una serie di interlocuzioni tra la giunta Soddu e l’amministrazione regionale, l’ultima delle quali nei giorni scorsi. Nel momento in cui l’intesa dovesse essere chiusa, l’edificio diventerà spazio centrale per l’organizzazione di incontri culturali e rassegne, ma anche quartier generale per tavoli di lavoro in occasione di confronti istituzionali. Ferma restando la necessità che nel frattempo si faccia luogo al collaudo del complesso, rimasto bloccato in seguito a un contenzioso giudiziario tra l’ente municipale e l’impresa aggiudicataria dei lavori di costruzione, iniziati nel 1980 e durati sino alla chiusura del secolo.
L’annuncio dell’approssimarsi di una nuova vita dentro le sale del massiccio in cemento armato è stato fatto dall’assessore della Cultura, Sebastian Cocco, durante l’ultima seduta del Consiglio comunale. «Il complesso polifunzionale – sono state le parole di Cocco – l’abbiamo pensato come una sorta di “Urban center” (luogo di dibattito civico, ndc), proprio per le sue caratteristiche architettoniche, gli spazi ampi e la collocazione nel cuore della città. Lo conferma il fatto di averne previsto ruolo e funzione nello stesso progetto presentato al ministero per la candidatura di Nuoro a capitale italiana della cultura 2020». Tanto che proprio dalle sale di via Roma si pensa di iniziare con i progetti ideati per il concorso nazionale, che ha visto Nuoro arrivare tra le prime dieci (su 46 partecipanti), ma superata da Parma nell’obiettivo più importante. Nuoro riparte proprio insieme alle città sconfitte, per mettere a frutto progetti e idee scaturite durante la candidatura. Un primo appuntamento è ad aprile, a Casale Monferrato, ha informato lo stesso assessore Cocco: «Apriremo un tavolo con l’obiettivo di creare delle connessioni e collaborazioni tra le città. Altro appuntamento, non meno importante, è quello sempre a breve termine a Firenze, per sedere nel consesso che riunisce oltre al capoluogo toscano, i comuni di Roma, Venezia, Milano e Torino. L’invito fatto da queste che sono le prime cinque città d’arte italiane ha l’obiettivo di farci partecipi della rete turistica, per una migliore gestione dei flussi a essa collegati». (f.p.)
L’annuncio dell’approssimarsi di una nuova vita dentro le sale del massiccio in cemento armato è stato fatto dall’assessore della Cultura, Sebastian Cocco, durante l’ultima seduta del Consiglio comunale. «Il complesso polifunzionale – sono state le parole di Cocco – l’abbiamo pensato come una sorta di “Urban center” (luogo di dibattito civico, ndc), proprio per le sue caratteristiche architettoniche, gli spazi ampi e la collocazione nel cuore della città. Lo conferma il fatto di averne previsto ruolo e funzione nello stesso progetto presentato al ministero per la candidatura di Nuoro a capitale italiana della cultura 2020». Tanto che proprio dalle sale di via Roma si pensa di iniziare con i progetti ideati per il concorso nazionale, che ha visto Nuoro arrivare tra le prime dieci (su 46 partecipanti), ma superata da Parma nell’obiettivo più importante. Nuoro riparte proprio insieme alle città sconfitte, per mettere a frutto progetti e idee scaturite durante la candidatura. Un primo appuntamento è ad aprile, a Casale Monferrato, ha informato lo stesso assessore Cocco: «Apriremo un tavolo con l’obiettivo di creare delle connessioni e collaborazioni tra le città. Altro appuntamento, non meno importante, è quello sempre a breve termine a Firenze, per sedere nel consesso che riunisce oltre al capoluogo toscano, i comuni di Roma, Venezia, Milano e Torino. L’invito fatto da queste che sono le prime cinque città d’arte italiane ha l’obiettivo di farci partecipi della rete turistica, per una migliore gestione dei flussi a essa collegati». (f.p.)
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