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Nuoro

Tzia Nicolosa: 107 anni tra cultura, fede e giornali

di Valeria Gianoglio
Tzia Nicolosa: 107 anni tra cultura, fede e giornali

Grande festa a Santu Predu per la simpatica nonnina di Nuoro e della Sardegna «Il mio segreto? Nessuno. Solo una vita semplice, buone letture e tante passioni» 

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NUORO. A 107 anni suonati ci si può anche permettere di nascondere l’età, sfoderare un sorriso canzonatorio, e rispondere ai tanti curiosi che in realtà, le primavere trascorse, sono appena 17. Tzia Nicolosa Manca, il suo secolo e passa di vita, ieri mattina lo ha cominciato così, tra una battuta e un motto di spirito. Sveglia, al solito, intorno alle 8, pulizie varie, uno sguardo veloce ai giornali e alle riviste alle quali è abbonata, colazione con l’immancabile tazzone di latte, e poi via, a prepararsi per il giorno speciale. Messa in piega fatta dal giorno prima, grazie a una parrucchiera a domicilio, il tailleur buono, e una semplice collana di perle, a illuminare ancora di più un viso che il tempo sembra avere lasciato intatto.

Tzia Nicolosa, per il giorno del suo 107esimo compleanno, in fondo ha cambiato soltanto di poco, la sua routine quotidiana. Alle 10.30, quando il campanello di via Sassari, a due passi dalla chiesa del Rosario, comincia a suonare e annuncia le prime visite, la residente più longeva di Nuoro accoglie gli ospiti sul lungo corridoio del primo piano. In piedi, sostenuta solo da un piccolo girello. E con quello si avvia a piccoli passi verso il salotto buono che sembra una bomboniera. Sul tavolo ovale c’è un tripudio di dolcetti, qua e là, invece, spuntano le sue passioni di una vita: i quadri che ancora ogni tanto dipinge, le bottiglie di vetro che decora con fiori e mille altre fantasie. Vive leggera, tzia Nicolosa, senza rimorsi né patemi d’animo, sorretta da una fede semplice ma profonda, dal rosario che, dice, «recito tutte le sere alle 6, insieme alla televisione», dalla presenza affettuosa dei nipoti, e da quella, solida, dei ricordi di una vita.

Gli studi fino alla quinta ginnasio – più che una laurea, per l’epoca – il padre scomparso troppo presto, la vendemmia a Badde Manna, le lezioni di ricamo e buone maniere dalle suore francesi arrivate a Nuoro in tempo di guerra, visto che Oltralpe non soffiava più aria buona. Come hanno ricordato, ieri, durante la loro visita, il sindaco Andrea Soddu e don Giovannino Puggioni, tzia Nicolosa ha davvero attraversato tante epoche e con esse un pezzo importante della storia di Nuoro. E proprio per questo, come raccontano ieri mattina le nipoti premurose, Maddalena e Amì, una delle frasi che pronuncia più spesso è «Ne capitano di cose, eh?». Lo ripete spesso, tzia Nicolosa, quando guarda la tv, legge con attenzione i giornali, ascolta alla radio le cronache che spesso raccontano una realtà dai contorni complicati, a volte, purtroppo, persino tragici. E sì, tzia Nicolosa ne ha viste davvero tante, in 107 anni, ma non ha mai perso la grazia, la dolcezza nello sguardo, e quel pizzico di leggerezza che l’accompagna ogni giorno. Quando si affaccia nel balcone e osserva le piante del suo giardino, quando prende in mano i pennelli e si dedica all’arte di decorare le bottiglie di vetro, quando si accomoda nella poltrona in broccato e comincia la sua dose quotidiana di parole crociate o ancora legge una rivista, sfoglia un quotidiano, passa in rassegna persino un po’ di gossip. «Nessun segreto di lunga vita – dice, sorridendo, a chi le chiede come sia arrivata a 107 anni – solo una vita semplice e tante passioni».

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