Camera di commercio il 29 marzo il nuovo vertice
La Regione ha appena fissato la data per l’elezione della giunta e del presidente Gli apparentamenti nella corsa per l’ente che rappresenta 33mila imprese
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NUORO. Il 29 marzo si conoscerà il nome del prossimo presidente della Camera di commercio, eletto dai 19 rappresentanti delle associazioni di categoria che costituiscono il consiglio camerale. Consiglio chiamato, appunto, a eleggere i cinque componenti della nuova giunta e il presidente, carica attualmente ricoperta da Agostino Cicalò, eletto nel 2013 e dunque arrivato alla naturale scadenza del mandato quinquennale. Ma come si vota e soprattutto come vengono nominati i 19 rappresentanti di categoria? Ciascuna di queste ha un peso numerico e dunque economico, ed è proprio in base a questo criterio che il presidente della giunta regionale decreta il numero dei seggi spettanti a ogni comparto e a ogni organizzazione. Al pari delle coalizioni nelle elezioni politiche e amministrative, le organizzazioni possono a loro volta apparentarsi, garantendosi così più forza nella scelta del presidente.
Le imprese iscritte alla Camera di commercio di Nuoro (che ricalca i confini della vecchia Provincia, e dunque arriva sino a San Teodoro da una parte e Bosa dall’altra, e comprende ovviamente l’Ogliastra) sono poco più di 33mila. Insieme, versano quote pari a un milione 481mila euro, che sono poi il principale sostentamento dell’ente, che non usufruisce direttamente di fondi pubblici. Va ricordato anche che la riforma delle Camere introdotta dal governo Renzi, quella per intenderci che avrebbe dovuto accorpare Nuoro con Sassari (accorpamento poi rientrato come è noto) ha eliminato ogni forma di indennità per presidente e componenti della giunta camerale.
Il settore più numeroso è l’agricoltura con 9213 addetti (al 31.12.2016), seguito da commercio (7377), artigianato (6201), turismo (3620), industria (2191), servizi alle imprese (1948), trasporti e spedizioni (898), cooperative (539), asicurazioni (275), credito (207). Concludono l’elenco 589 imprese elencate genericamente come di “altri settori”. Vediamo la ripartizione dei seggi nel consiglio camerale: il settore agricoltura esprime tre componenti (di cui uno per le piccole imprese), l’artigianato tre, l’industria uno, il commercio tre, la cooperazione uno, il turismo due, trasporti e spedizioni uno, servizi alle imprese, credito e assicurazioni due. Gli ultimi tre consiglieri sono nominati in rappresentanza, rispettivamente, di sindacati, associazioni dei consumatori e ordini professionali.
Il presidente proviene generalmente dalla organizzazione più forte e rappresentata all’interno della Camera. In base a ciò, organizzazioni che sulla carta sono “concorrenti” possono apparentarsi tra loro, così da avere più forza nella scelta del presidente. Così risultano insieme Confcommercio, Confesercenti e Cna, che nominano 9 rappresentanti, o Confindustria e Confartigianato (due seggi). Confindustria corre anche da sola nel settore di diretta competenza (appunto l’industria). Tre seggi vanno all’agricoltura (due la potente Coldiretti e uno la Cia). Le altre organizzazioni (Legacoop, Uil, Adiconsum e Ordine degli agronomi) esprimono ciascuna un rappresentante. (p.me.)
Le imprese iscritte alla Camera di commercio di Nuoro (che ricalca i confini della vecchia Provincia, e dunque arriva sino a San Teodoro da una parte e Bosa dall’altra, e comprende ovviamente l’Ogliastra) sono poco più di 33mila. Insieme, versano quote pari a un milione 481mila euro, che sono poi il principale sostentamento dell’ente, che non usufruisce direttamente di fondi pubblici. Va ricordato anche che la riforma delle Camere introdotta dal governo Renzi, quella per intenderci che avrebbe dovuto accorpare Nuoro con Sassari (accorpamento poi rientrato come è noto) ha eliminato ogni forma di indennità per presidente e componenti della giunta camerale.
Il settore più numeroso è l’agricoltura con 9213 addetti (al 31.12.2016), seguito da commercio (7377), artigianato (6201), turismo (3620), industria (2191), servizi alle imprese (1948), trasporti e spedizioni (898), cooperative (539), asicurazioni (275), credito (207). Concludono l’elenco 589 imprese elencate genericamente come di “altri settori”. Vediamo la ripartizione dei seggi nel consiglio camerale: il settore agricoltura esprime tre componenti (di cui uno per le piccole imprese), l’artigianato tre, l’industria uno, il commercio tre, la cooperazione uno, il turismo due, trasporti e spedizioni uno, servizi alle imprese, credito e assicurazioni due. Gli ultimi tre consiglieri sono nominati in rappresentanza, rispettivamente, di sindacati, associazioni dei consumatori e ordini professionali.
Il presidente proviene generalmente dalla organizzazione più forte e rappresentata all’interno della Camera. In base a ciò, organizzazioni che sulla carta sono “concorrenti” possono apparentarsi tra loro, così da avere più forza nella scelta del presidente. Così risultano insieme Confcommercio, Confesercenti e Cna, che nominano 9 rappresentanti, o Confindustria e Confartigianato (due seggi). Confindustria corre anche da sola nel settore di diretta competenza (appunto l’industria). Tre seggi vanno all’agricoltura (due la potente Coldiretti e uno la Cia). Le altre organizzazioni (Legacoop, Uil, Adiconsum e Ordine degli agronomi) esprimono ciascuna un rappresentante. (p.me.)
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