La Nuova Sardegna

Nuoro

Febbre suina, 3 nuovi casi Ricoverati padre e figlio

di Stefania Vatieri
Febbre suina, 3 nuovi casi Ricoverati padre e figlio

Appena dimesso un altro bambino, in classe con il piccolo ancora sotto esame Il primario di Pediatria: «Nessuna emergenza, situazione sotto controllo»

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NUORO. L'influenza suina adesso fa paura anche nel capoluogo barbaricino. La settimana scorsa sono stati ricoverati all'ospedale San Francesco due bambini di tre e sei anni, compagni di classe in una scuola materna della città, e un adulto, padre di uno dei piccoli, colpiti dal virus A-H1N1. Sono arrivati al pronto soccorso del presidio nuorese con una forte crisi respiratoria a distanza di un giorno e in condizioni gravi. I tre presentavano le tipiche complicanze provocate dal temuto virus che nell’isola ha già colpito diverse persone e provocato una vittima: un sessantenne gallurese è morto a gennaio all’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia.

Dalle primi analisi di laboratorio incrociate con i sintomi che presentavo i tre pazienti, ossia febbre altissima, difficoltà respiratorie e tosse insistente, è stata acclarata la positività per il virus A-H1N1. Padre e figlio sarebbero stati poi trasferiti in isolamento nel reparto di Rianimazione dove ancora risultano essere ricoverati. Il quadro clinico per entrambi è in miglioramento, anche se la situazione è stata ritenuta seria. In buone condizioni di salute anche il secondo bambino, che ha risposto bene alla terapia ed è stato dimesso lunedì.

«La situazione è assolutamente sotto controllo –rassicura Antonio Cualbu, direttore del reparto di Pediatria dell'ospedale San Francesco –. Non esiste alcuna pandemia e tantomeno un'emergenza legata al virus dell'influenza conosciuta volgarmente come "suina". La situazione quindi al momento non è così preoccupante come potrebbe apparire, perché la gravità, infatti, dipende da almeno due fattori: l’aggressività del virus e il modo in cui esso si diffonde». I primi casi riscontrati nell'uomo risalgono agli anni '50 ed erano causati da contatti ravvicinati con i maiali. Ora invece il virus AH1N1, una sigla che negli ultimi anni è diventata famosa proprio in associazione al termine popolare di "influenza suina", è diventato trasmissibile da uomo a uomo. Le autorità sanitarie nazionali hanno comunque rinnovato l’appello alla vaccinazione, che nei soggetti a rischio rimane l’unico efficace strumento di prevenzione.

Ma a diventare virale più che l'influenza è stata la notizia, che ha rimbalzato vorticosamente nei gruppi WhatsApp e nelle chat dei genitori nel giro di poco tempo, creando un timore del tutto spropositato. «I bambini non sono in pericolo – spiega il direttore del reparto di Pediatria – sono semplicemente più esposti al contagio, e quindi si ammalano di più, ma non sono più a rischio di sviluppare reazioni pericolose per l’organismo. La mortalità per l'influenza suina resta bassissima dunque non c'è da preoccuparsi perché non risulta essere pericolosa per le persone che non hanno particolari malattie – spiega ancora Antonio Cualbu –. Ognuno di noi può contrastare la diffusione dei virus influenzali con semplici ma importanti precauzioni, come lavarsi spesso le mani, coprirsi naso e bocca ogni volta che si starnutisce o tossisce e utilizzare fazzoletti di carta monouso. Ma sopratutto, in caso di influenza restare a casa e limitare i contatti con altre persone – conclude Antonio Cualbu –. Sono comportamenti semplici ma, ribadisco, utili a limitare la circolazione dei virus».

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