Omicidio di Erika, saranno tre psichiatri a esaminare il killer
di Valeria Gianoglio
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Erika PretiIl giudice Pusceddu ha nominato i periti Crisci e Miranda. La difesa ha l’esperta Ponzetti. La parte civile deve decidere
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NUORO. La palla, adesso, passa nelle mani di tre psichiatri. Due, nominati ieri mattina dal giudice per l’udienza preliminare, Mauro Pusceddu, il terzo, invece, nominato come consulente di parte della difesa. Mentre la parte civile ha deciso di rinviare alla prossima udienza, la scelta se nominare o meno un suo consulente. Saranno, dunque, quantomeno tre professionisti del settore, tre profondi indagatori della mente umana e dei suoi complessi meandri, a stabilire se l’11 giugno 2017, in una villetta di Lu Fraili che si affaccia sulla vecchia statale 125, il giovane commesso biellese Dimitri Fricano, fosse capace o meno di intendere e di volere quando, nel mezzo di un litigio scatenato da un nonnulla, aveva inferto più di 50 coltellate e ucciso la fidanzata e convivente Erika Preti.
Saranno tre psichiatri, dunque, ad analizzare la mente del killer reo confesso già da diversi mesi, e a capire se si reso conto della ferocia delle sue azioni o se invece, quella tragica domenica di inizio estate, mentre turisti e bagnanti si preparavano a una giornata tra sabbia e infradito, fosse in preda a un raptus di odio e rabbia incontrollabile.
Per i difensori di Fricano, gli avvocati Alessandra Guarini e Roberto Onida, in realtà Fricano né allora né in diverse fasi precedenti della sua vita, era totalmente nel pieno delle sue facoltà mentali. Lo ha stabilito una consulenza tecnica che i difensori hanno prodotto, attraverso una memoria difensiva, all’udienza preliminare precedente.
In quella memoria, che il giudice per l’udienza preliminare ha acquisito agli atti, oltre ad altri aspetti della vicenda, il consulente della difesa, la psichiatra Daniela Ponzetti, ripercorre i problemi mentali che Dimitri Fricano ha avuto sin da quando era parecchio più piccolo. Problemi che con il tempo lo hanno costretto a essere seguito anche dal centro di igiene mentale di Biella e ad assumere farmaci in modo continuo e costante, oltre che a subire diversi ricoveri in ospedale, quando il suo squilibrio si faceva più acuto. La direzione imboccata della difesa, dunque, sembra abbastanza chiara. Ma il giudice ha deciso che serve un parere di un perito, ovvero di un professionista non di parte, che possa stabilire se quanto si legge nella memoria della difesa e del suo consulente, sia corrispondente al vero. Alla prossima udienza, fissata per il 13 aprile, il giudice Pusceddu assegnerà l’incarico in modo ufficiale ai suoi periti: gli psichiatri Antonello Crisci e Giuseppina Miranda. I due professionisti, che hanno una lunga esperienza nel settore, chiederanno un po’ di tempo per poter completare la loro analisi. Alle stesse analisi, e durante i colloqui con Dimitri Fricano, che si trova da tempo in carcere a Ivrea, potranno partecipare anche i consulenti di parte. Ma visto che gli avvocati di parte civile, Lorenzo Soro e Chiara Soro, non hanno ancora deciso se nominare un loro consulente, all’avvio delle operazioni peritali per il momento parteciperà solo il consulente della difesa.
Saranno tre psichiatri, dunque, ad analizzare la mente del killer reo confesso già da diversi mesi, e a capire se si reso conto della ferocia delle sue azioni o se invece, quella tragica domenica di inizio estate, mentre turisti e bagnanti si preparavano a una giornata tra sabbia e infradito, fosse in preda a un raptus di odio e rabbia incontrollabile.
Per i difensori di Fricano, gli avvocati Alessandra Guarini e Roberto Onida, in realtà Fricano né allora né in diverse fasi precedenti della sua vita, era totalmente nel pieno delle sue facoltà mentali. Lo ha stabilito una consulenza tecnica che i difensori hanno prodotto, attraverso una memoria difensiva, all’udienza preliminare precedente.
In quella memoria, che il giudice per l’udienza preliminare ha acquisito agli atti, oltre ad altri aspetti della vicenda, il consulente della difesa, la psichiatra Daniela Ponzetti, ripercorre i problemi mentali che Dimitri Fricano ha avuto sin da quando era parecchio più piccolo. Problemi che con il tempo lo hanno costretto a essere seguito anche dal centro di igiene mentale di Biella e ad assumere farmaci in modo continuo e costante, oltre che a subire diversi ricoveri in ospedale, quando il suo squilibrio si faceva più acuto. La direzione imboccata della difesa, dunque, sembra abbastanza chiara. Ma il giudice ha deciso che serve un parere di un perito, ovvero di un professionista non di parte, che possa stabilire se quanto si legge nella memoria della difesa e del suo consulente, sia corrispondente al vero. Alla prossima udienza, fissata per il 13 aprile, il giudice Pusceddu assegnerà l’incarico in modo ufficiale ai suoi periti: gli psichiatri Antonello Crisci e Giuseppina Miranda. I due professionisti, che hanno una lunga esperienza nel settore, chiederanno un po’ di tempo per poter completare la loro analisi. Alle stesse analisi, e durante i colloqui con Dimitri Fricano, che si trova da tempo in carcere a Ivrea, potranno partecipare anche i consulenti di parte. Ma visto che gli avvocati di parte civile, Lorenzo Soro e Chiara Soro, non hanno ancora deciso se nominare un loro consulente, all’avvio delle operazioni peritali per il momento parteciperà solo il consulente della difesa.
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