Bitti, parco eolico di Gomoretta il “no” dell’amministrazione
di Bernardo Asproni
Il Comune si è dichiarato contrario al progetto presentato dalla multinazionale Siemens-Gamesa Il sindaco Ciccolini: «Un progetto che causa elementi di conflitto non può essere sostenuto»
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BITTI. Promosso dall’amministrazione comunale si è svolto il confronto con la popolazione sul progetto Parco eolico Gomoretta. Ai raggi x il progetto della società Siemens-Gamesa con 13 pale di 150 metri da realizzare in una realtà dal grande impatto ambientale, occupata per lo più da aziende agropastorali.
Un altro “No” decisivo dopo l’assemblea popolare organizzata nei giorni scorsi dal comitato “Santu Matzeu”. «Il nostro parere è contrario, un progetto che causa elementi di conflitto non può essere sostenuto. Il Comune – ha aggiunto il primo cittadino – non era stato informato e la notizia arrivata il 25 gennaio ci ha fatto trovare impreparati. Ci siamo attivati per un incontro con la Regione, ma abbiamo constatato che ne sapevano meno di noi e rilevato che non c’è stata la comunicazione ai proprietari».
Il Comune ha chiesto la proroga al 16 aprile per inoltrare le osservazioni al ministero dell’Ambiente che ha chiesto valutazioni anche alla ditta sul fatto che questi investimenti possano lasciare ricadute sul territorio e sul problema dell’impatto ambientale. Le osservazioni tecniche sul progetto «calato dall’alto» sono state esposte dall’assessore comunale all’Ambiente Christian Farina, che ha precisato come l’amministrazione sia stata lasciata fuori nella fase progettuale. «Il progetto – ha detto Farina – Non rileva nessuna valenza di pubblica utilità e l’impianto, come rilevato negli altri interventi, è dannoso e invasivo».
«Non sono pale – ha aggiunto Diego Asproni – Si tratta di impianti industriali che tolgono valore aggiunto alle aziende. Perché dovremo accettarle? Saranno fonti di ricchezza solo per le multinazionali. I nostri paesi subiranno un impoverimento; un tuffo nel passato alle porte di un territorio Mab Unesco».
«Tutto ciò che viene da fuori fa una certa paura – ha detto al pubblico don Totoni Cossu – La terra è stata sempre madre se noi sappiamo viverla». Contro le multinazionali, che aggrediscono il paesaggio e di osservazioni tardive ha parlato Antonietta Farre del comitato Santu Matzeu che ha raccolto 600 firme. «Se passa il progetto del parco ci saranno gli espropri delle terre» ha sottolineato l’esponente del comitato locale mentre Bastiano Delai, operatore socio culturale, ha aggiunto: «Si è tentato di innescare un conflitto sociale senza precedenti». Gli ha fatto seguito Giorgio Burrai: «La popolazione deve essere informata. Senza conoscere bisogni non si conoscono ripercussioni».
Ha chiuso il dibattito il vice sindaco Pepe Pala che ha ribadito la fermezza e l’intransigenza contro un progetto calato dall’alto senza il coinvolgimento pieno nella realizzazione e nell’ideazione, dei diretti interessati».
Un altro “No” decisivo dopo l’assemblea popolare organizzata nei giorni scorsi dal comitato “Santu Matzeu”. «Il nostro parere è contrario, un progetto che causa elementi di conflitto non può essere sostenuto. Il Comune – ha aggiunto il primo cittadino – non era stato informato e la notizia arrivata il 25 gennaio ci ha fatto trovare impreparati. Ci siamo attivati per un incontro con la Regione, ma abbiamo constatato che ne sapevano meno di noi e rilevato che non c’è stata la comunicazione ai proprietari».
Il Comune ha chiesto la proroga al 16 aprile per inoltrare le osservazioni al ministero dell’Ambiente che ha chiesto valutazioni anche alla ditta sul fatto che questi investimenti possano lasciare ricadute sul territorio e sul problema dell’impatto ambientale. Le osservazioni tecniche sul progetto «calato dall’alto» sono state esposte dall’assessore comunale all’Ambiente Christian Farina, che ha precisato come l’amministrazione sia stata lasciata fuori nella fase progettuale. «Il progetto – ha detto Farina – Non rileva nessuna valenza di pubblica utilità e l’impianto, come rilevato negli altri interventi, è dannoso e invasivo».
«Non sono pale – ha aggiunto Diego Asproni – Si tratta di impianti industriali che tolgono valore aggiunto alle aziende. Perché dovremo accettarle? Saranno fonti di ricchezza solo per le multinazionali. I nostri paesi subiranno un impoverimento; un tuffo nel passato alle porte di un territorio Mab Unesco».
«Tutto ciò che viene da fuori fa una certa paura – ha detto al pubblico don Totoni Cossu – La terra è stata sempre madre se noi sappiamo viverla». Contro le multinazionali, che aggrediscono il paesaggio e di osservazioni tardive ha parlato Antonietta Farre del comitato Santu Matzeu che ha raccolto 600 firme. «Se passa il progetto del parco ci saranno gli espropri delle terre» ha sottolineato l’esponente del comitato locale mentre Bastiano Delai, operatore socio culturale, ha aggiunto: «Si è tentato di innescare un conflitto sociale senza precedenti». Gli ha fatto seguito Giorgio Burrai: «La popolazione deve essere informata. Senza conoscere bisogni non si conoscono ripercussioni».
Ha chiuso il dibattito il vice sindaco Pepe Pala che ha ribadito la fermezza e l’intransigenza contro un progetto calato dall’alto senza il coinvolgimento pieno nella realizzazione e nell’ideazione, dei diretti interessati».
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