La Nuova Sardegna

Nuoro

«La Assl adesso ci paghi quanto dovuto»

di Giusy Ferreli
«La Assl adesso ci paghi quanto dovuto»

L’amministratore unico della Ph Facility pretende il rispetto del contratto fatto salvo dalla sentenza del Consiglio di Stato

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NUORO. «La sentenza del Consiglio di Stato ha messo una pietra tombale sulla vicenda del Project financing. Noi siamo qui per chiedere il conto». Anna Maria Giuntini, amministratrice unica della Ph Facility, colosso nel settore del global service con sede legale a Genova, bussa a denari alle porte della Assl di Nuoro. La sua società, affidataria nell’ambito del progetto di finanza dei servizi di sanificazione e pulizie e con 180 dipendenti impiegati nelle varie strutture sanitarie nuoresi, ora pretende il rispetto del contratto.

Non accetterà un centesimo di meno di quanto stabilito a suo tempo, comprese le somme che – a suo giudizio – sono stato decurtate in maniera del tutto arbitraria dai vertici della Assl nuorese. Tagli che sono arrivati al 40 per cento in meno di quanto sottoscritto all’atto della tipula del contratto. Tutto questo al netto di eventuali risarcimenti. Nel caso della società a responsabilità limitata, socia del Polo sanitario della Sardegna centrale (Pssc), i servizi erogati rientrano nella contratto originario, quello fatto salvo dai giudici amministrativi che, invece, hanno cassato definitivamente l’Atto aggiuntivo numero 2, entrambi annullati in autotutela dall’allora commissario straordinario della Assl nuorese, Mario Palermo.

Il Consiglio di stato ha poi rimandato qualsiasi decisione sugli eventuali vizi contrattuali al giudice ordinario. «Per cui – sottolinea il manager della Ph Facility, nei giorni scorsi a Nuoro per fare il punto della situazione – sino a quando il tribunale civile non deciderà nel merito di ogni singolo contratto, la Assl è tenuta rispettare ogni virgola di quanto sottoscritto». Le richieste avanzate dall’amministratrice unica sono state messe nero su bianco in una lettera spedita ieri mattina. Destinazione Sassari e Nuoro, dove hanno sede rispettivamente l’Ats guidata da Fulvio Moirano e la Assl.

Anna Maria Giuntini ha chiesto ha un incontro con la dirigenza per un confronto, ma non solo. La società ha chiesto di sospendere tutte le procedure relative alle gare d’appalto messe in atto per riaffidare i servizi già previsti nel Project. Sferzante sul risparmio dei 148 milioni, la manager del gruppo genovese spiega il suo punto di vista. «I 148 milioni di euro che la Assl rivendica di aver risparmiato sono riferiti a servizi che dovranno comunque essere erogati. E che – conclude Giuntini – potrebbero addirittura costare di più».

Ora la palla è nelle mani della Assl che, tramite i suoi legali, ha già annunciato di voler ricorrere al tribunale civile, scrivendo di fatto un ulteriore capitolo nella complessa vicenda che ebbe inizio nel 2007. Fu allora quando il Polo sanitario della Sardegna centrale (Pssc) vinse il bando di gara per la costruzione e la manutenzione di nuovi ospedali e la gestione dei servizi di assistenza domiciliare e infermieristica: tutto per la durata di trent'anni al costo complessivo di quasi un miliardo di euro. Al contratto originario seguirono poi due atti aggiuntivi che ampliavano i servizi. Sul numero 2 (che prevedeva una spesa aggiuntiva per i servizi di portierato, cup, assistenza e ausiliariato) venne richiesto il parere dell'Autorità nazionale anticorruzione. E anche in seguito a questo parere, arrivato nell'agosto 2016, l’allora Asl deciso di annullare in autotutela il Project financing, facendo così scattare il ricorso del Pssc.

Il resto è storia recente con il massimo organismo amministrativo che, poche settimane fa ha salvato l’impianto originario e bocciato l’atto aggiuntivo.

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