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Nuoro

Badu ’e Carros raddoppia: arrivano altri 100 detenuti

di Luca Urgu
Badu ’e Carros raddoppia: arrivano altri 100 detenuti

Terminati i lavori nella nuova ala destinata a ospitare mafiosi e camorristi I sindacati di polizia: «Ma ci sono grosse falle nel personale»

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NUORO. Il loro arrivo è previsto dopo Pasqua. Saranno un centinaio e prenderanno posto nella nuova ala del penitenziario appena terminata. Secondo le notizie di radio carcere dovrebbero essere tutti detenuti affiliati ad associazioni della criminalità organizzata. In parte verranno trasferiti da altri istituti isolani, ma il grosso ancora una volta giungerà dalla penisola. Mafiosi, camorristi e ndranghetisti che nel penitenziario vengono custoditi nella sezione regime dell’As3 (alta sicurezza), già presenti da decenni a Badu ’e Carros, ma mai in un numero così grande.

Oggi nell’istituto convivono detenuti comuni, la maggior parte sardi, ma anche una decina, tra uomini e donne appartenenti a organizzazioni terroristiche di matrice jihadista. Una vigilanza particolarmente rigida la loro (per alcuni aspetti assimilabile ai 41 bis che ora non ci sono più) seguita dagli uomini del Gom, il gruppo operativo mobile della polizia penitenziaria. Insomma un microcosmo variegato e complesso dove le tensioni sono quotidiane. L’arrivo di altri 100 detenuti rischia, però, di innescare nuovi problemi. Il padiglione nuovo è infatti su tre piani e l’osservanza della sicurezza e delle attività trattamentali è complicata se non con le giuste forze in campo. Per questo il direttore Patrizia Incollu (che segue anche Bancali a Sassari) ha convocato le organizzazioni sindacali per affrontare la delicata questione.

«Siamo contrari se prima non ci sarà un’assegnazione congrua di agenti penitenziari», dice il segretario regionale della Fns Cisl Sardegna Giovanni Villa. «L’aumento di detenuti, ancor di più su questi, sono As, significa contestualmente innalzamento dei livelli di sicurezza e quindi aumento dei carichi di lavoro su tutti i fronti, sia quelli riguardanti la sorveglianza nelle sezioni detentive che quelli riguardanti i servi connessi. Quindi bene l’aumento di utenza ma con la giusta misura per incremento del personale necessario». Forte dubbi anche da un’altra sigla.

«Noi siamo molto preoccupati perché non abbiamo i numeri per poter coprire tutti i posti di servizio – dice il segretario provinciale Osapp Giovanni Conteddu –, la direzione circa un anno fa aveva fatto una richiesta e già allora mancavano circa 50 unità mentre con gli ultimi trasferimenti ne sono arrivati 20, ma poi se consideriamo i dieci colleghi che sono andati in pensione siamo sotto di circa 40 unità. Poi abbiamo una carenza di commissari, ispettori e sovrintendenti. Insomma tutte buone ragioni per ritenere che con l’attuale penuria di personale gestire il nuovo padiglione comporterà grosse difficoltà».

Negli ultimi quattro anni ha rivestito una funzione fondamentale il garante dei detenuti, per il suo ruolo di ascolto delle esigenze della popolazione carceraria e di raccordo con le istituzioni. Un compito svolto il prima linea dal sociologo Gianfranco Oppo, a suo tempo nominato dall’amministrazione comunale, ma il cui mandato e scaduto dallo scorso 14 febbraio. Ad oggi non è stato ancora sostituto. Oppo a conclusione del suo mandato ha presentato una relazione alla giunta comunale, un vero e proprio report dettagliato sulla situazione di Badu ’e Carros, dove non vengono nascosti i timori per il nuovo arrivo in massa. «Abbiamo notizie dei trasferimenti per i primi del prossimo mese.

Un dato che rappresenta senza dubbio un momento di svolta per Badu ’e Carros che conferma così la sua vocazione e specificità di carcere di alta sicurezza. Sarebbe stato importante la presenza del garante che in un momento così delicato avrebbe potuto svolgere il consueto ruolo di mediatore delle difficoltà», sottolinea Oppo. «Ogni arrivo da altre carceri o per sfollamento o per motivi di giustizia ha infatti rappresentato in questi ultimi anni un momento critico. La territorialità della pena continua infatti ad esser un punto dolente e ancora non risolto nel sistema carcerario italiano che pesa particolarmente sulle carceri sarde».

Il ritardo sulla nomina del nuovo garante per il sindaco Andrea Soddu è dovuto solo a fattori burocratici. «Stiamo già preparando gli atti per fare una manifestazione di interesse per acquisire i curricula dei possibili candidati e fare così una lista dalla quale l’amministrazione attingerà per nominare il nuovo garante», spiega il primo cittadino. «La casa circondariale di Nuoro fa da sempre parte integrante della città, c’è una convivenza pacifica e serena. Sono tanti i nuoresi che lavorano con il carcere e dentro il carcere, lo stesso Comune collabora ogni giorno con la struttura, ma anche grazie al lavoro dei nostri assistenti sociali».
 

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