protesta il consigliere di minoranza
«Alla città non servono nuove opere pubbliche»
Ostello della gioventù, ex convento e parcheggi: per Saiu sono milioni buttati al vento
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NUORO. Ma servono davvero alla città nuove opere pubbliche? Lo chiede polemicamente il consigliere d’opposizione Pierluigi Saiu fopo aver appreso dalla Nuova Sardegna del programma triennale presentato dalla giunta che prevede, appunto, nuove opere pubbliche per decine di milioni. «Nuove opere pubbliche per novanta milioni di euro e milioni di euro spesi per opere pubbliche mai aperte – dice Saiu – . Magari inaugurate più di una volta ma mai entrate in funzione o destinate a usi diversi da quelli originali. I monumenti allo spreco non mancano eppure sembra che la priorità dell'amministrazione comunale sia spendere altri soldi. In tema di opere pubbliche nemmeno questo governo cittadino è stato capace di cambiare passo, di dare una nuova impostazione agli investimenti in città. Annunci, promesse, slogan ma poi (concretamente) molte opere già completate rimangono inutilizzate».
Il consigliere Saiu passa poi ad analizzare nel particolare le opere per le quali è prevista la ristrutturazione o il recupero. Ostello della gioventù. «Terminato nel 2004 – dice Saiu – è costato più di un milione di euro. L'incarico di progettazione venne affidato nel 1990. Dopo molte difficoltà, errori e intoppi la struttura viene completata e consegnata 14 anni dopo. Nel 2005 viene effettuata la prima aggiudicazione provvisoria. Sette anni dopo (nel 2013) arriva quella definitiva. Nello stesso anno però le cooperative a cui era stata affidata la struttura dichiarano la loro impossibilità ad accettare. Nuova gara nel 2013 e nuovo affidamento nel 2014. L'ostello avrebbe dovuto aprire nel 2015. È ancora chiuso».
Parcheggi sotterranei di piazza Italia. «Chiusi anche quelli. La gestione – dice Saiu – è affidata all'Atp (azienda partecipata al 75% dal comune di Nuoro). Nell'audizione del 22 maggio scorso, in consiglio comunale, ci è stato detto che tenerli aperti comporterebbe dei costi eccessivi rispetto all'effettiva domanda e così, nonostante i soldi spesi per realizzarli, i parcheggi sotterranei rimangono chiusi e vengono utilizzati solo quelli di superficie».
Ex convento delle carmelitane. «Altro sperpero di denaro pubblico – dice Daiu – è quello dell'ex convento delle carmelitane. Anche in questo caso sono stati spesi milioni di euro per realizzare una struttura destinata ad ospitare la segreteria studenti dell'università, gli uffici dell'Ersu e alcune aule. I lavori sono terminati nel 2009 e lì gli uffici dell'università non sono mai andati. Nel 2015, con la nuova amministrazione (quella Soddu), l'immobile viene messo in vendita. Vogliono fare l'università da un'altra parte e spendere così altri soldi. Non lo acquista nessuno – continua Saiu – e quest'anno (dopo che una parte era stata data all'istituto zooprofilattico) si decide di darne in locazione un'altra parte all'Areus (l'Azienda Regionale delle Emergenze). Quasi mille metri quadri di superficie coperta e 4.000 metri quadri di parcheggi e aree verdi. Il canone sarà di 2.500 euro al mese al netto delle spese di manutenzione straordinaria in capo all'Areus (poco più di 104 mila euro, è questa infatti la cifra che serve per rimettere in sesto la struttura rimasta abbandonata per molti anni)»..
Per il consigliere di minoranza Pierluigi Saiu questi casi rendono evidente «che la mancanza di responsabilità e di controlli genera sprechi. Prima di tutto occorrerebbe occuparsi delle strutture che ci sono. Riconsegnarle alla città. Rimetterle in funzione. È inutile spendere milioni di euro per opere che poi non servono a nessuno».
Il consigliere Saiu passa poi ad analizzare nel particolare le opere per le quali è prevista la ristrutturazione o il recupero. Ostello della gioventù. «Terminato nel 2004 – dice Saiu – è costato più di un milione di euro. L'incarico di progettazione venne affidato nel 1990. Dopo molte difficoltà, errori e intoppi la struttura viene completata e consegnata 14 anni dopo. Nel 2005 viene effettuata la prima aggiudicazione provvisoria. Sette anni dopo (nel 2013) arriva quella definitiva. Nello stesso anno però le cooperative a cui era stata affidata la struttura dichiarano la loro impossibilità ad accettare. Nuova gara nel 2013 e nuovo affidamento nel 2014. L'ostello avrebbe dovuto aprire nel 2015. È ancora chiuso».
Parcheggi sotterranei di piazza Italia. «Chiusi anche quelli. La gestione – dice Saiu – è affidata all'Atp (azienda partecipata al 75% dal comune di Nuoro). Nell'audizione del 22 maggio scorso, in consiglio comunale, ci è stato detto che tenerli aperti comporterebbe dei costi eccessivi rispetto all'effettiva domanda e così, nonostante i soldi spesi per realizzarli, i parcheggi sotterranei rimangono chiusi e vengono utilizzati solo quelli di superficie».
Ex convento delle carmelitane. «Altro sperpero di denaro pubblico – dice Daiu – è quello dell'ex convento delle carmelitane. Anche in questo caso sono stati spesi milioni di euro per realizzare una struttura destinata ad ospitare la segreteria studenti dell'università, gli uffici dell'Ersu e alcune aule. I lavori sono terminati nel 2009 e lì gli uffici dell'università non sono mai andati. Nel 2015, con la nuova amministrazione (quella Soddu), l'immobile viene messo in vendita. Vogliono fare l'università da un'altra parte e spendere così altri soldi. Non lo acquista nessuno – continua Saiu – e quest'anno (dopo che una parte era stata data all'istituto zooprofilattico) si decide di darne in locazione un'altra parte all'Areus (l'Azienda Regionale delle Emergenze). Quasi mille metri quadri di superficie coperta e 4.000 metri quadri di parcheggi e aree verdi. Il canone sarà di 2.500 euro al mese al netto delle spese di manutenzione straordinaria in capo all'Areus (poco più di 104 mila euro, è questa infatti la cifra che serve per rimettere in sesto la struttura rimasta abbandonata per molti anni)»..
Per il consigliere di minoranza Pierluigi Saiu questi casi rendono evidente «che la mancanza di responsabilità e di controlli genera sprechi. Prima di tutto occorrerebbe occuparsi delle strutture che ci sono. Riconsegnarle alla città. Rimetterle in funzione. È inutile spendere milioni di euro per opere che poi non servono a nessuno».
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